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S Dinastia Potior Valens :I Puoti DINASTIA IMPERIALE PUOTI Poutiatin Bariatinsky
I Capostipiti: Imperatori
POTIOR AUGUSTUS VALENS I Valentiniani- Potior -i Potiri o Comneno Re Desiderio(Dinastia Alke'-(Adelchi)oFortis oPothos-in greco-Desiderio)- Costantinopoli V- VI sec.(avito stemma degli Imperatori Despoti Potior da cui ascende il totem del serpente di Re Poto , nipote di Re Desiderio-Pothos -Potior, in greco Desiderio, stirpe Aro-mero-Litinga dei Re Taumaturghi) Reggia di Potior Augustus Valens Imperator-) DINASTIA Puoti-Potior -PotentiorPrincipi Potentiores-Gens POTITIA custodi dei misteri di Hercules Invictus(Sol Invictus) Re-Sacerdoti-Re-Taumaturghi Secondo il mito discendono da Ercole" il piu' Forte" (Potior). Dal Clan "Potitia" ossia dei discendenti di Ercole ebbero origine Le Dinastie Bizantine Potior Valens(in cui e' confluita quella di Costantino, attraverso il matrimonio di Costanzo e Gallia Placida) e le Eraclidi e la Longobarda di Pothos-ossia Re Desiderio. APRILE di BUREN d'ANJOU PUOTI pronipoti di Re Desiderio REX Langabordorum, discendono dagli Imperatori - Despoti dei Romani e dei Bizantini Poti - Potior Augustus Flavius Teodosius Valens o VALENTINIANO I *
Dinastia Imperiale Bizantina Longobarda Normanna Sveva e' H.I.R.H Princess Yasmin Hohenstaufen Avril de Burey Anjou Puoti Putiatin Bariatinskji
S.A.I.R. Principessa Gelsomina Yasmin Aprile di Buren Anjou Puoti Poutatin Barantisky (Gelsomina Aprile de Puoti Buren d'Anjou)- Princess Yasmin discende da Federico II ed Isabella d'Anjou, da Potior Augustus Valens Imperatore dei Romani e di Bisanzio e da Re Poto, nipote di Re Desiderio, Princeps Bisantii Flavius Patricius Defensor Romanorum, designato dal padre Re Adelchi, e dalla madre Gisla ,sorella di Carlo Magno,erede del Regno Longobardo.La sorella di Re Poto e' l'Imperatrice Algeltrude, moglie dell'Imperatore Re Guido di Spoleto. Re Poto II figlio di Re Poto I , unitamente al Padre Re Adelchi, mutano nome a Costantinopoli in Flavius Potior Augustus Caius Teodatis ,Despoti di Costantinopoli e Comne Catrum Poto o Potens , dando origine alla Dinastia Flavius Isacco Comander o Comneno , da cui l'Imperatore Giovanni Maria di Poti Comneno Regno di Trebisonda .Dopo la conquista turca di Costantinopoli il discendente imperatore Basilio Comneno di Poti o Puoti arriva a Venezia.Da tale linea ha origine la dinastia Poto o Puoti di Castelpoto riconnessasi ai discendenti di Re Radelchi di Benevento e Ansperga , figlia di Re Desiderio- Re Poto , figlio di Re Adelchi aveva sposato Gisel figlia di Carlo Magno . Il figlio Poto II aveva sposato la nipote di Ildegarda e di CARLO MAGNO , gia' marito di ERMENGARDA , zia di Re Poto, sorella del padre Adelchi, la cui sorella Gerberga aveva sposato Carlomanno(l'altra sorella e' capostipite dei Re di Bavaria , Ansperga ,sposa Re Radelchi di Benevento,mentre Anselberga e'Badessa nel Monastero di Santa Giulia a Brescia) *** ..G Il nomeYasmin o Gelsemium e' l'epitome des Avril de Burey d'Anjou-nell'Ordine di San Michele "Gelsemium Semper Virens ". Il motto des Avril e' "Semper Virens" o Fortis Renascitur Proles (la dinastia del Potens -Puoti -Venus Pota(Donna)- Veib(Donna) o Veiblinghen rinasce) (Fortis sta per Potens , Puoti- Alke',interscambiabile con Venere Pota, ou Veiblinghen Anthesterion, Aprile) Gelsemium(cuore dell'Angelo) e' il nome Gelsomina, fiore dell'Angelo Michele, simbolo del Melkisedec
Potior
Potior Valens Imperator Romanorum et Bisantii S.A.I.R. Principessa Gelsomina (Yasmin) Aprile di Burey Anjou Puoti Potior d'Alegre- Allegro d'Alegre de Hochstaden, pronipote di Federico II ed Isabel d' Anjou nata a Villa di Briano Palazzo Principe Poto(Corte Ferramanu o Curtis Langabardorum di Re Poto- Pothos- nipote di Re Desiderio) Discende dall'Imperatore Poto (Potior) Augustus Teodosius Flavius alias Valens Dinastia Valentiniana POTIOR AUGUSTUS IMPERATOR Valentinianus I Potior Alegre(Gaius) ou Alegre de Potence Alegre vue Potence de Velay
Valentinian I (364-375 A.D)Emory University
POTIOR AUGUSTUS Flavius VALENTINIANUS Primus - Defensor Plebis
E' in assoluto la piu' antica Dinastia di Regnanti in Italia ,la piu' antica d'Europa ,di Bisanzio e d'Oriente. Ascende al mito di Ercole e di Venere Pota. L'Origine risale all'Imperatore Poto(Potior Augustus) Dinastia Potens( oValens -Venus Potens o Pota-Venere Vittoriosa-o Gens Potita-detta anche Despoina-nome di Venere nelle isole Greche, da cui ha origine la dinastia dei Des-Pota o Poti o Puoti. Desposini furono detti i familiari di Cristo(Regalita' Graalica , attraverso la linea della Donna)Anche la Regia Stirps Veiblinghen e' detta Despoina, in quanto discendenti di Venere, secondo la tradizione pagana(origine Troiana e Merovingia, in provenza Avril de Saint Genis Saintonge, da cui Veiblinghen che traduce fiore o linea di Venere, il nome di Anthesterion-Fiore di Istar Venere, ossia Aprile). *** Il termine Despota e' titolo onorifico degli Imperatori Bizantini *** Valentiniano I Imperatore dei Romani e di Bisanzio Potior Augustus Jovius Flavius detto Valentiniano I ed il fratello Potior Valerius Baud Jovius Teodosio Brescia Santa Giulia. Re Adelchi traslo' le spoglie di Santa Giulia nell'abbazia dei genitori Re Desiderio e Regina Ansa
Historia Potorum Si narra che Re Desiderio introdusse l'usanza di cospargersi di' polveri d'oro, quale simbolo di Regalita' Trascendente della stirpe sicambrica gotica merolitinga di Desiderio o Poto discendente di Aubri o Auvril o Auril , detto Avril , nipote di Dagoberto II. e che per andare in guerra Re Desiderio usasse cospargere la Barba di polvere rossa, colore di Marte dio della Guerra, rito iniziatico diffuso nelle sue truppe.Lo stesso nome di Barbarossa , secondo i Maestri Comacini , che ebbero grande splendore proprio sotto Re Desiderio, tramandono che il nome di Federico I detto il Barbarossa, provenisse proprio dall'origine longobarda della Madre del Barbarossa, Giuditta di Baviera, pronipote di Re Desiderio che lo inizio' ai cultimerolitinghi della polvere rossa sulla Barba e dell'Oro in polvere per le Regine o principesse i origine longobarde. La Stessa Sonichilde , pronipote di Re Desiderio e di Teodolinda di Bisanzio fu esposta sul monte Solarius in Svevia , dove sorse poi la rocca avita della ZolerinHouse, discendenti di Sonichilde e King Desiderio.Sonichilde era la madre del Principe Grifone detto Aprilis di lanslebourg , figlio di Carlo Martello che sposo' Gertrud Hildegard discendente di Dagoberto detta Vaibil /da cui Vaiblinghen), nipote di Sonichilde di Baviera -Non a caso Mons solarius fu chiamato proprio da Desiderio, il cille su cui sorgeva il Monastero di Santa Giulia a Brescia. L'edificio attuale consta infatti di tre edifici: -la ex chiesa di S.Giulia propriamente detta,compiuta tra il XV e il XVII secolo(già sede del museo dell'Età cristiana); -la piccola chiesa a due piani di S.Maria in Solario,edificio dell'XI secolo ma restaurata.E' detta 'del Solario' da Re Desiderio ,perchè sorge sul luogo ove l'antico municipio di Brescia Romana aveva eretto un'ara al SOLE. E'un tempietto quadrato che rappresenta un buon esempio di architettura lombarda e consta di due piani: l'inferiore poggia sulla grande ara del Tempio romano al Sole,cioè ad Apollo;l'altra era una cappella dedicata a Santa Giulia,dalla quale in quel periodo il monastero prendeva il nome. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Potior Valens
365.
ind. 8. Iterum Liberius sedit annis 5. Iobinianus
mensibus 7. RAVENNA-GALLIA PLACIDA- mosiacs at the end., Christ surrounded by sheep, green hills and rocks. Above that mosaic are horses and palaces. At the sides, pictures of people.
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DINASTIA Principi PUOTI Discendenti dell'Imperatore Potior Valens che custodi' i chiodi di Cristo a Milano in quanto L'imperatore Costantino" Fedem trasmisit ad Poteros Reges".Una sorta di trasmissione dei Carismi Costantiniani sia attraverso il matrimonio di Costanzo II con l'imperatrice Gallia Placida, figlia di Potior Valentiniano I, sia perche' i Potior erano Desposini,consanguinei di Cristo, sia perche' gli Imperatori Comneno erano dei Potior(IL TERMINE COMNENO, TRADUCE POTIRI, ossia Coppa del vino, Coppa del Grral). Non a Caso custodi del culto di San Michele e San Giorgio che uccide il Drago furono i Potior, I Comneno, Re Desiderio.Il culto del serpente e' infatti interscambiabile con quello del Drago . Non a caso San Giorgio era di estrazione patrizia della Gens Potitia, dedita atavicamente ai culti pagani di Ercole.ECCO perche' l'Ordine di San Giorgio e' Magistero Dinastico ereditario dei Puoti -Potior Comneno di Bisanzio e degli Hohenstaufen Plantagenet I Puoti in Russia costituiscono il Clan dei Principi Putiatin di S.Pietroburgo:il piu' potente ed antico in assoluto.E:uno dei piu' Potenti di Principi del S.R.I.ccoloEcco perhe'ng
including some SEMINARS AND CONFERENCESobardi(il termine Comneno, ossia coppa del Graal, o coppa del vino, sia perche' i Potior erano ".
Basilica di San Paolo fuori le Mura , iniziata dall'Imperatore Costantino, fu completata dall'Imperatore Potior Augustus Valenitiniano I ********** Augustus Teodosius detto Valens .Il primogenito di Potior Valens, Imperatore Graziano, sposo'(374) Costanza Imperatrice, figlia di Costanzo II -(Flavius Iulius Constantius Imperator -figlio di Costantino) e di Faustina). I Principi Puoti : Pronipoti di Re Poto(Pothos significa Desiderio in greco) figlio di RE Adelchi, figlio di ReDesiderio, discendente dell'Imperatore PotiorValerius e Potior Valentinianus . I Principi Puoti o Poti discendenti dell'Imperatore Poto o Potior Augustus Flavius Iovius detto Valentiniano di Milano e del Fratello Baud , Potito o Valerius Flavius Iovius , Imperatore di Costantinopoli(365), antenati di Re Desiderio o Potior -Poto. L'Imperatore Potior detto Valentiniano successe al cugino Imperatore Gioviano(Iovius(Allegro) Potior)- La Dinastia Poto era custode del Culto di Ercole e della Dea Romana Poto o Vica Pota. DEA Fortis. Onicas Potas, con la o Breve.Plutarco spiega ,per eliminare l'equivoco che possa essere COLLEGATA CON potus(tratto lungo sulla o) CHE SIGNIFICA BEVANDA, che trattasi della Dea della Vittoria e della Forza. Tale tesi e' condivisa da Cicerone in Leg.II,28, che collega la Dea Poto all'aspetto competitivo inerente alle corse dei Luperci.(il motto della dinastia Fortis, Avril o Poto o Alegre e' Fortis Renascitur Proles!(Avril de Saint Genis Saintonge Beinstein Hohenstaufen) Ausonio,ordo,35/45.Sha, vita claud.Mamertino, Ammiano Marcellino,Lactantius |
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L'Imperatore Poto o Potior Augustus detto Valentiniano si stabilisce a Milano, ed invia il fratello Baud Poto detto Valerio quale Imperatore a Costantinopoli. (365) Verso
la città imperiale : Capire Ambrogio, la sua opera, la sua influenza su Agostino, significa innanzittutto capire l'epoca e i luoghi in cui tutto ciò accadde. La sua grandezza di vescovo non può infatti essere disgiunta dall'importanza della carica che ricoprì e soprattutto dall'importanza della città di Milano nel IV secolo, dove egli risiedette dal 370 fino alla morte, sopravvenuta nel 397, durante il periodo più fecondo della sua vita e della sua attività civile e religiosa. Un quadro di questa città, certamente celebrativo, ma non lontano dalla realtà di quel tempo ci è offerto da Ausonio nel 379, che orgogliosamente elenca i meriti raggiunti dalla metropoli lombarda: “A Milano - dice - tutto è meraviglioso. A Milano vi è abbondanza di ogni cosa, palazzi innumerevoli e ben costruiti e grandi ingegni e gente che ride volentieri. La doppia cerchia di mura mostra l'espandersi della città: e il circo, passione del popolo, e il teatro grande coperto, i templi, il palazzo imperiale, la splendida zecca, le famose terme erculee con i portici pieni di statue di marmo, le mura circondate dall'acqua dei fossati. ” [ 1] Ambrogio fu vescovo di Milano dal 374 al 397. In questo periodo Milano non solo è una città importante di quasi 130.000 abitanti, ma soprattutto è la capitale dell'Occidente romano, il luogo di residenza degli imperatori della dinastia dei Valentiniani. L'importanza di Mediolanum, quella che fu l'antica capitale degli Insubri, era progressivamente cresciuta nei secoli e l'integrazione nel mondo romano aveva esaltato le sue attitudini economiche e strategiche. A partire principalmente dal III secolo d. C. la sua posizione geografica l'aveva consacrata città di primaria importanza nelle strategie militari e commerciali. Ai vantaggi e al conseguente benessere di questa condizione contrastavano con altrettanta forza i drammi dei tempi di crisi e di anarchia militare. Fra il II e il IV secolo d. C. la minaccia costante di possibili incursioni barbare e soprattutto l'anarchia militare causata dai ripetuti conflitti fra i generali romani per la conquista del potere imperiale, avevano tolto tranquillità alla città. A ridosso delle Alpi, Milano, proprio a causa della sua posizione geografica, che la rendeva un nodo stradale cruciale, si era venuta a trovare direttamente coinvolta, assieme al suo territorio nei deboli e instabili equilibri politico-militari del tardo impero. Nel III-IV secolo di fatto Milano si trasforma in una “città di frontiera” e in un paio di occasioni fu costretta a subire il clamore delle armi e dell'assedio, ai tempi di Aureolo [2] e di Aureliano [3]. La sua importanza strategica nello scacchiere militare occidentale non sfuggì a Diocleziano che anzi ne esaltò la nuova possibile funzione. Così nell'età di Diocleziano Milano conobbe la sua prima destinazione a sede imperiale grazie alla presenza di un proprio tetrarca. Si ha motivo di credere che già nell'anno 291 a Milano esistesse un palatium imperiale, dove ebbero occasione di soggiornare sia Diocleziano che Massimiano, i due imperatori che erano al vertice nella nuova organizzazione politica della tetrarchia alla fine del III secolo. Fu Massimiano “pio, felice, invitto, augusto, protetto da Ercole”, come lo definisce la propaganda ufficiale delle iscrizioni, a voler dare alla città padana, posta così felicemente al crocevia di grandi arterie stradali nella parte occidentale dell'impero e di un intreccio di corsi d'acqua navigabili, un aspetto da città imperiale. Più che Roma o le grandi metropoli orientali i modelli di Milano furono però le austere sedi dei comandi militari imperiali dell'Europa continentale come Treviri. Pur
avendo accresciuto la sua importanza come centro militare e
amministrativo, Milano agli inizi del IV secolo è ancora solo una grande
città, talora utilizzata come residenza predisposta per l'imperatore, nel
caso fosse di passaggio. Alcuni passi del Panegirico di Mamertino sembrano
confermare questa occasionale presenza di imperatori a Milano. Pur essendo
in espansione, Milano tuttavia non aveva ancora raggiunto una dignità
politica tale da poter sostituire Roma. Milano si proponeva però come una
delle poche città, come Treviri in Gallia, Sirmio nell' Illirico, Serdica
e Nicomedia in Oriente, che per ragioni militari erano diventate
frequentemente dimora dell'imperatore o dei suoi augusti, impegnati con
l'esercito a difendere i confini dell'impero. La nuova condizione
raggiunta da Milano non riesce ancora a reggere il paragone con la
secolare grandezza di Roma. Non è Milano che cresce, ma è Roma che
concede: chiarissima è l'espressione di Mamertino quando nel suo
panegirico testualmente scrive: “Beatissima
per eos dies, Roma concede generosamente
similitudinem maiestatis suae.”
[4]
Una analoga percezione di inferiorità ricorre nel Panegirico di un anonimo dell'anno 313 che celebra l'ingresso di Costantino a Milano nel 312 quando il giovane imperatore era impegnato in una campagna militare contro Massenzio. L'entusiasmo mostrato dai cittadini milanesi per Costantino fa esclamare al panegirista: “non Transpadana provincia videbatur recepta, sed Roma.” [5] Il riferimento a Roma, quale imprescindibile elemento di confronto, chiarisce nella sua interezza tutta la distanza che si avvertiva fra una città provinciale, anche se importante, e quella che era l'Urbs per eccellenza. Lo scorcio iniziale del IV secolo non pare porti sostanziali novità, così almeno sembra di poter dedurre da due significative menzioni di Lattanzio. [6] Questo
autore ricorda sia l'incontro di Costantino con Licinio nel 313, da cui
scaturì uno degli atti più importanti del suo governo, che avrebbe
profondamente cambiato la storia della civiltà occidentale e cioè la
promulgazione dell'editto di Milano, quanto le nozze di Costanza, ma ben
poco emerge circa un potenziale cambiamento di ruolo della città nella
politica imperiale. Sempre impegnati in operazioni militari contro i
barbari o gli usurpatori, sia Costantino che gli imperatori suoi
successori erano costretti a percorrere trasversalmente la valle padana
per raggiungere dall'Oriente l'Europa continentale e dunque avevano vieppiù
consolidato a Milano le strutture organizzative e militari necessarie al
governo imperiale. Questa situazione non si modifica ancora almeno sino a
Costanzo. Nel 354 Milano ospita di nuovo un imperatore: reduce da una
spedizione transalpina, secondo la testimonianza di Ammiano Marcellino,
Costanzo si ferma a Milano ad
hiberna, per svernare, ma poi vi resta fino al 356-357, costretto com'è
a difendersi dalle incursioni degli Alamanni e anche dai rigurgiti della
rivolta di Magnenzio e di altri sospetti usurpatori. [7]
Questo stato di fatto a metà secolo inoltrato non meraviglia più di tanto poichè con la supremazia di Costantino l'impero era tornato di nuovo saldamente nelle mani di un solo imperatore e ciò fa sì che riprenda quota l'affermarsi di una unica sede per l'imperatore, ma in tale prospettiva l'alternativa a Roma era Costantinopoli e non Milano. La situazione però muta radicalmente alla morte di Costanzo e di Giuliano. Ammiano Marcellino scrive che nel *365 “diviso palatio, ut potiori placuerat, Valentinianus
Mediolanum, Costantinopolim Valens discessit.” [8] La
Milano dei Valentiniani Risale al 365 la divisione dell'impero tra Valente e il fratello Valentiniano, che scelse Milano come sua residenza abituale. Grazie agli scritti di Ammiano Marcellino possediamo una fonte attendibile per la descrizione degli avvenimenti milanesi di quel periodo, tanto più che a Milano c'era stato di persona in compagnia di Ursicino, al tempo di Costanzo. Questo autore ha una conoscenza sperimentata di Milano, tanto da saper rivelare molti particolari toponomastici della città. Con l'arrivo di Valentiniano e della corte imperiale, Milano sostituisce Roma se non altro nell'amministrazione pubblica tant'è che i processi negli anni di Valentiniano e di Graziano, anche quelli che riguardano le province lontane, si celebrano a Milano, non a Roma. [9] Il nuovo ruolo assunto da Milano nel contesto dell'impero spiega perchè assieme ad Agostino giungano a Milano dall'Africa uomini desiderosi di approfondire gli studi di giurisprudenza, di fare carriera politica e di curare i propri affari economici. [10].Sorge naturale a questo punto la domanda circa i motivi che invogliarono* Valentiniano Augustus Potior*, a preferire Milano a Costantinopoli. La risposta non è facile, tuttavia si possono evidenziare alcune circostanze che concorrono a far maggior luce sull'episodio. E' noto ad esempio che Valentiniano conosceva bene Milano, poichè c'era stato, subito dopo la morte di Giuliano, assieme agli emissari mandati da Gioviano in Occidente per evitare possibili ribellioni dei seguaci giulianei. [11] D'altra parte anche lo stesso imperatore Giuliano aveva risieduto a Milano prima del suo cesarato e sempre a Milano aveva ricevuto da Costanzo l'investitura a Cesare. In questa stessa città e nei suoi dintorni, Giuliano, nella sua attività tesa a ripristinare il culto alle tradizionali divinità pagane, aveva fatto svolgere da Iovino un'intensa propaganda fra il 360 e il 361, in concomitanza alla sua marcia contro Costanzo. E' dunque alquanto probabile che l'importanza politica di Milano sia rapidamente maturata nell'età giulianea ed abbia avuto una solida conferma con i Valentianiani. Di fatto dunque è solo con Valentiniano e la sua dinastia che Milano assurge in modo definitivo alla dignità di capitale imperiale, superando i limiti politici propri dell'età della tetrarchia. Ora le affermazioni di Mamertino di qualche decennio prima, secondo il quale Roma aveva concesso a Milano, solo per qualche giorno, similitudinem maiestatis suae appaiono lontane mentre al contrario è più consona alla nuova realtà della Milano dei Valentiniani e di Teodosio la sopra ricordata citazione di Ausonio, che le dedica dieci versi del suo Ordo urbium memorabilium. A Milano secondo Ausonio tutto eccelle per grandezza di forme quasi gareggiando, velut aemula, con Roma, di cui non si avverte più l'oppressione - MAUSOLEO-TOMBA DELL'IMPERATORE POTIOR AUGUSTUS VALENTINIANO II Milano Museo della Scienza e Tecnologia(Monastero degli Olivetani).
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Teodosio I 379 - 395 http://www.royaltylinks.com/Pfitzinger/gp1750.htmI. http://freepages.genealogy.rootsweb.com/~jamesdow/s065/f347837.htm
RASSEGNA STAMPA: Yasmin ,La Principessa Archeologa- I Puoti ,Principi di Bisanzio ed i Beinstein Veiblinghen, dinastia desposinica a.www.nardodipace.net/le%20pietre/nardo/ht...principessa.htm
http://www.geocities.com/Athens/Styx/9329/woman13.htmlRassena http://www.geocities.com/Athens/Styx/ http://www.mmdtkw.org/VGallaPlacida.html
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Emperadores Bizantinos.
Esta es la historia de los emperadores bizantinos, junto con sus imágenes, provenientes de monedas, coronas, cálices, bustos, mosaicos, esmaltes, miniaturas, marfiles, y todo los que nos pueda acercar a la iconografía de quienes tuvieron en sus manos el destino del imperio, poder reservado a estas exclusivas 88 personas a lo largo de más de 1.100 años. No pretendo con esto decir que aquí están los retratos fieles de dichos personajes, es simplemente una aproximación a la visión que el pueblo bizantino pudo tener de sus viejos emperadores, gracias a la mano y a la imaginación de los artistas de cada época. Solamente faltan diecinueve emperadores, la mayoría gobernantes menores o circunstanciales.
También se puede ver a través de las Crónicas de Skylitzes una variada colección de diecinueve imágenes de emperadores en distintas tareas, o también ver una serie de diecisiete imágenes que conforman un buen ejemplo de Iconografía de distintos emperadores, ambas comentadas por Eva Latorre.
Rolando Castillo.
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(324-337) El Grande. |
2. Constancio (337-361) |
Juliano (361-363) El Apóstata. |
4.
Joviano (363-364) |
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5.
Valente
(364-378) |
6.
Teodosio
I
(379-395) |
7.
Arcadio
(395-408) |
8.
Teodosio
II (408-450) |
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10. León I (450- 474) León II (474)
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11.
Zenón
(474-491) |
12.
Basilisco (475-476) |
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13. Anastasio I (491-518) Isáurico. |
14. Justino I (518-527) |
15. Justiniano I (527-565) y Teodora |
16. Justino II (565-578) |
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17. Tiberio I (578-582) Nuevo Constantino. |
18. Mauricio (582-602) |
19. Focas (602-610) |
20. Heraclio (610-641) |
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21.
Heracleonas (641) |
22.
Constantino III (641) |
23. Constante II (641-668) por Leonardo Fuentes |
24. Constantino IV (668-685) Pogonato. por Leonardo Fuentes |
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25. Justiniano II (685-695) |
26. Leoncio (695-698) |
27. Tiberio II (698-705) Absimaro. |
28. Justiniano II (segunda vez 705-711) Rhinotmetos (sin nariz). |
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29. Filípico (711-713) Bardanes. |
30.
Anastasio
II (713-715) Artemio. |
31.
Teodosio
III (716-717) |
32. León III (717-741), el Sirio |
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33. Constantino V (741-775), Coprónimo |
34.
León IV (775-780), el Jázaro |
35.
Constantino
VI (780-797) Por Leonardo Fuentes |
36. Irene (797-802) Por Leonardo Fuentes Irene. Por Jorge Segovia |
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37. Nicéforo I, (802-811), el Logoteta. Por Procopio |
38. Miguel I (811-813), Rhangabé. |
39. León V (813-820), el Armenio. |
40. Miguel II (820-829), el Amoriano, el Tartamudo. |
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41. Teófilo (829-842)
Teófilo por Procopio |
42. Miguel III (842-867), el Beodo. |
Emperadores Bizantinos.
Esta es la historia de los emperadores bizantinos, junto con sus imágenes, provenientes de monedas, coronas, cálices, bustos, mosaicos, esmaltes, miniaturas, marfiles, y todo los que nos pueda acercar a la iconografía de quienes tuvieron en sus manos el destino del imperio, poder reservado a estas exclusivas 88 personas a lo largo de más de 1.100 años. No pretendo con esto decir que aquí están los retratos fieles de dichos personajes, es simplemente una aproximación a la visión que el pueblo bizantino pudo tener de sus viejos emperadores, gracias a la mano y a la imaginación de los artistas de cada época. Solamente faltan diecinueve emperadores, la mayoría gobernantes menores o circunstanciales. También se puede ver a través de las Crónicas de Skylitzes una variada colección de diecinueve imágenes de emperadores en distintas tareas, o también ver una serie de diecisiete imágenes que conforman un buen ejemplo de Iconografía de distintos emperadores, ambas comentadas por Eva Latorre.
Rolando Castillo.
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44. León VI (886-912), el Sabio. |
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45. Alejandro (912-913) |
46. Constantino VII (913-959), Porfirogéneta. |
47. Romano I (920-944), Lecapeno. |
48.
Romano II (959-963) |
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49. Nicéforo II (963-969), Focas. |
50. Juan I (969-976), Tzimiscés. |
51. Basilio II (976-1025), Bulgaróctonos. |
52.
Constantino VIII (1025-1028) |
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53. Romano III (1028-1034), Argiro |
54. Miguel IV (1034-1041) El Paflagonio. |
55. Miguel V (1041-1042) El Calafate. |
56. Zoe y Teodora (1042) Porfirogénetas. |
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57. Constantino IX Monómaco (1042-1055) |
58.
Teodora, segunda vez (1055-1056) Porfirogéneta. |
59. Miguel VI (1056-1057) Estratiótico. |
60. Isaac I Comneno (1057-1059) |
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61.
Constantino X (1059-1067), Ducas |
62.
Romano
IV Diógenes. (1068-1071),
Por Procopio. |
63.
Miguel
VII Ducas (1071-1078) Parapinakios |
64. Nicéforo III (1078-1081), Botaniates |
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65. Alejo I Comneno (1081-1118) |
66. Juan II Comneno (1118-1143) |
67. Manuel I Comneno (1143-1180) |
68.
Alejo II Comneno (1180-1183) |
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69.
Andrónico
I Comneno (1183-1185) |
70.
Isaac II Angelo (1185-95 y 1203-04) |
71.
Alejo III Ángelo (1195-1203) |
72. Alejo IV Ángelo con Isaac II (1203-1204) |
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73. Alejo V Murzuflo (1204) |
74. Constantino Láscaris (1204) En Nicea. |
75. Teodoro I Láscaris (1204-1222) En Nicea. |
76. Juan III Ducas Vatatzés (1222-1254)En Nicea. |
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77. Teodoro II Láscaris (1254-1258) En Nicea. |
78. Juan IV Ducas Láscaris (1258-1261) En Nicea. |
79. Miguel VIII Paleólogo (1259-1282) Por Juan Pablo Neve |
80. Andrónico II Paleólogo (1282-1328), el Viejo. |
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81.
Andrónico III Paleólogo (1328-1341) |
82.
Juan V Paleólogo (1341-1391) |
83. Juan VI Cantacuzeno (1347-1354) |
84. Andrónico IV Paleólogo (1376-1379) |
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85. Juan VII Paleólogo (1390) |
86. Manuel II Paleólogo (1391-1425) |
87. JuanVIII Paleólogo (1425-1448) |
88. Constantino XI Paleólogo (1448-1453) |
Historia Potorum
PUOTI(Imperatori Comneni Paleologhi di Poti , detti anche Geronti o Seniores)
| Comneno Paleologhi,
Geronti detti Seniores ,si affermarono verso la fine del XI secolo
appoggiando l'ascesa dell'imperatore Alessio I Comneno nel 1081.I
Comneno di Comne o Castrum Poto sono i discendenti di Re Poto, figlio di
Re Adelchi ,che a Costantinopoli muto' nome in Flavius Potior Gaius
Augustus Teodatis , da cui Flavius Isacco e la dinastia Comeno di
Poti(in Georgia -Regno di Trebisonda). Un ramo di Re Poto diede origine
alla Dinastia Potior o Canmore (nome celtico Antichi Re del Galles ,
d'Inghilterra e Scozia , piu' volte connessi alla Dinastia sassone
merolitinga bavarese plantageneta dei Puoti)
Nel 1258 Micele VIII Paleologo usurpò il trono di Nicea al giovane Giovanni IV Lascaris e nel 1261 riconquistò Constantinopoli, mettendo fine all'Impero Latino. L'età dei Paleologi in pratica coincise con il tramonto e la caduta dell'Impero bizantino, conquistato progressivamentedai Turchi Ottomani. Costantino XI, l'ultimo imperatore, morì per le vie della Costantinopoli occupata da Maometto II nel maggio del 1453 combattendo fino all'ultimo respiro.Gli successe il coemperatore fratello piu' adulto di nome Tommaso Maria detto il Geronte o Seniore , il quale fu ambasciatore con il fratello Giovanni Maria a Venezia ed Amalfi e a Tessalonica , dopo la caduta del Regno bizantino . Alfonso Poto il Seniore discende appunto dall'ultimo imperatore bizantino Tommaso Maria da cui i Principi Puoti Patricii Romanorum di Castelpoto ,Santa Maria a Vico ,Pozzuoli ed Arienzo |
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| La grande dinastia dei Paleologi comprendeva diversi altri rami, tra
cui quello che tenne Mistra (Morea) dal 1386 al 1460, o quello che a
seguito del matrimonio di Violante (Irene), figlia di Guglielmo di
Monferrato, con l'imperatore Andronico II, ottenne il marchesato
di Monferrato dal 1306 al 1533, con Teodoro
I.
Si diffuse inoltre la produzione di pregiate icone trasportabili, sia dipinte che a mosaico, la miniatura portò alla realizzazione di opere quali il Manuale Paleologo costudito a Parigi nella Bibliothèque Nationale. Anche l'architettura subì certe trasformazioni, gli elementi decorativi ed ornamentali acquisirono più importanza di quelli strutturali, come possiamo ammiare nella chiesa dei SS. Apostoli a Salonicco, dove le ricche decorazioni ci fanno pensare almeno un po all'arte islamica. |
A familia Paleólogo (en grego: Παλαιολογος, pl. Παλαιολογοι) foi a última dinastía reinante no Imperio bizantino. Trala Cuarta Cruzada, varios membros da familia fuxiron a Nicea onde se fixeron cun imperio no exilio na devandita cidade. Miguel VIII Paleólogo converteuse en emperador en 1259 e reconquistou Constantinopla en 1261. Os descendentes de Miguel VIII reinaron ata a caída de Constantinopla en 1453, a dinastía máis lonxeva na historia bizantina.
O lema familiar era Basileus Basileon, Basileuon Basileuonton (“Rei de reis, que reina sobre os que reinan”). Debido aos seus enlaces matrimoniais con familias de Occidente, os Paleólogo foron a primeira familia imperial bizantina en utilizar escudo de armas ao modo occidental: usaron tanto a aguia imperial bicéfala en sabre sobre campo de ouro, como un campo de goles cunha cruz con catro “Bes” en ouro nos cuarteis.
En orixe, tratábase dunha familia da nobreza media de Macedonia (Grecia) de antiga estirpe (Xurxo Paleólogo era amigo de Afasto I Comneno), pero as súas xeracións máis antigas son descoñecidas. O primeiro en casar con algunha familia imperial foi un Afasto Paleólogo, cuxa esposa foi unha neta de Zoe Ducas, filla menor de Constantino X, e de Adriano Comneno, irmán menor do emperador Afasto I. Outro Afasto Paleólogo casou con Irene Angelina, filla maior de Afasto III Anxo e Eufrosine Camatera. A filla de Afasto e Irene, Teodora Paleologina casou co seu primo Andrónico Paleólogo, que descendía de Zoe. Esta parella sería a orixe da dinastía imperial: o seu fillo foi o emperador Miguel VIII.
Nicéforo Paleólogo
│
├──> Nicolás Paleólogo
│
└──> Xurxo Paleólogo
x Ana Ducas (1068-1110..35)
│
├──> Aleixo Paleólogo
│ x Ana Comnena
│ │
│ └──> Xurxo Comneno, sebastos
│ │
│ └──> Aleixo
│ x Irene Angelina, filla de Aleixo III Anxo
│ │
│ └──> Teodora Paleologina (ver máis abaixo)
│ x Andrónico Paleólogo, gobernador de Tesalónica (ver máis abaixo)
│
└──> Nicéforo Paleólogo
│
└──> Miguel Comneno
│
└──> Aleixo
x Irene Comnena
│
└──> Andrónico Paleólogo, gobernador de Tesalónica (ver máis arriba)
x Teodora Paleologina (ver máis arriba)
│
└──> Miguel VIII Paleólogo (1224-1282) (emp. 1261-1282)
x Teodora
│
├──> Andrónico II Paleólogo (1258-1332) (emp. 1282-1328)
│ x 1) Ana († 1281) filla de Estevo V de Hungría
│ x 2) Iolanda de Montferrato (1274-1317)
│ │
│ ├─1> Miguel (IX) (1278-1320) (co-emp. 1294-1320)
│ │ x Rita (1278-1333), filla de León III de Armenia
│ │ │
│ │ ├──> Andrónico III Paleólogo (1296-1341) (emp. 1328-1341)
│ │ │ x 1) Adelaida de Brunswick-Grubenhagen (h. 1293-1324)
│ │ │ x 2) Ana de Savoia (h. 1306-1365/66)
│ │ │ │
│ │ │ ├─2> María (1330-?)
│ │ │ │ x Miguel Asen, tsar de Bulgaria (m. 1354)
│ │ │ │
│ │ │ └─2> Xoán V Paleólogo (1332-1391) (emp. 1341-1376 e 1379-1391)
│ │ │ x Helena Cantacuzena (1333-1396)
│ │ │ │
│ │ │ ├──> Andrónico IV Paleólogo (1348-1385) (emp. 1376-1379)
│ │ │ │ x María de Bulgaria
│ │ │ │ │
│ │ │ │ └──> Xoán VII Paleólogo (1370-1408) (emp. 1390)
│ │ │ │
│ │ │ ├──> Manuel II Paleólogo (1350-1425) (emp. 1391-1425)
│ │ │ │ x Helena Dragas (1376-1450)
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Xoán VIII Paleólogo (1392-1448) (emp. 1425-1448)
│ │ │ │ │ x 1) Anna de Kiev (1393-1417)
│ │ │ │ │ x 2) Sofía de Montferrato (1396-1437) (ver máis abaixo)
│ │ │ │ │ x 3) María Comnena de Trebisonda (m. 1439)
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Teodoro, déspota de Morea (1396-1448)
│ │ │ │ │ x Cleofas Malatesta
│ │ │ │ │ │
│ │ │ │ │ └──> Helena Paleologina (1428-1458)
│ │ │ │ │ x Xoán II de Chipre
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Andrónico (1400-1429), déspota de Tesalónica
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Constantino XI Dragasés (1405-1453) (emp. 1449-1453)
│ │ │ │ │ x 1) Magdalena Tocco (m. 1429)
│ │ │ │ │ x 2) Catalina Gattilusio (m. 1442)
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Demetrio (1406/07-1470), déspota de Morea
│ │ │ │ │
│ │ │ │ └──> Tomé (1409-1465), déspota de Morea
│ │ │ │ x Catalina Zaccaria
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Andrés (m. 1502)
│ │ │ │ │
│ │ │ │ └──> Sofía
│ │ │ │ x Iván III, Gran duque de Moscova
│ │ │ │
│ │ │ └──> Teodoro, déspota do Peloponeso (c. 1355-1407)
│ │ │
│ │ ├──> Ana (m. 1320)
│ │ │ x 1) Tomé Anxo, déspota de Epiro (m. 1318)
│ │ │ x 2) Nicolás Orsini, conde de Cefalonia
│ │ │
│ │ └──> Teodora
│ │ x 1) Teodoro Svetoslav Tsar de Bulgaria (m. 1321)
│ │ x 2) Miguel III de Bulgaria (n. 1330), Tsar de Bulgaria
│ │
│ ├─1> Constantino, déspota de Tesalónica
│ │
│ ├─2> Xoán (1286-1307), déspota de Tesalónica
│ │
│ ├─2> Teodoro I de Montferrato (1291-1338)
│ │ │
│ │ ├──> Xoán II de Montferrato (1313-1372) marqués de Montferrato
│ │ │ │
│ │ │ ├──> Otón II Secondotto de Montferrato (1358-1378) marqués de Montferrato
│ │ │ │
│ │ │ ├──> Xoán III de Montferrato (1360-1381) marqués de Montferrato
│ │ │ │
│ │ │ └──> Teodoro II de Montferrato (1363-1418) marqués de Montferrato
│ │ │ │
│ │ │ ├──> Xoán-Xaime de Montferrato (1395-1445) marqués de Montferrato
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Xoán IV de Montferrato (1413-1464) marqués de Montferrato
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Guillermo VIII de Montferrato (1420-1483) marqués de Montferrato
│ │ │ │ │ │
│ │ │ │ │ └──> Branca
│ │ │ │ │ x Carlos I de Savoia
│ │ │ │ │
│ │ │ │ ├──> Bonifacio III de Montferrato (1424-1494) marqués de Montferrato
│ │ │ │ │ │
│ │ │ │ │ ├──> Guillerme IX de Montferrato (1486-1518) marqués de Montferrat
│ │ │ │ │ │ │
│ │ │ │ │ │ ├──> Bonifacio IV de Montferrato (1512-1530) marqués de Montferrato
│ │ │ │ │ │ │
│ │ │ │ │ │ ├──> María (1508-1530)
│ │ │ │ │ │ │ x Federico II Gonzaga duque de Mantua
│ │ │ │ │ │ │
│ │ │ │ │ │ └──> Margarita (1510-1566)
│ │ │ │ │ │ x Federico II de Mantua
│ │ │ │ │ │
│ │ │ │ │ └──> Xoán-Xurxo de Montferrato (1488-1533) abade de Luciedo
│ │ │ │ │
│ │ │ │ └──> Amadea de Montferrato (1429-1440)
│ │ │ │ x Xoán II de Chipre
│ │ │ │
│ │ │ └──> Sofía x Xoán VIII Paleólogo (ver máis arriba)
│ │ │
│ │ └──> Iolanda x Aymon de Savoia
│ │
│ └─2> Simonis
│ x Estevo Urosh II de Serbia (m. 1321)
│
├──> Irene
│ x Xoán Asen III, Tsar de Bulgaria (m. 1302)
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├──> Eudoxia (m. 1302)
│ x Xoán II Comneno de Trebisonda (m. 1297)
│
└──> Teodora
x David VI de Xeorxia (m. 1293)