|
|

|
|
Discendenza
di Re Poto,figlio di Re Adelchi-
Dinastia
dell'Imperatore Giovanni Maria Poti o
Comneno despota di Poti(Georgia)
|
Manzoni,
notizie storiche dalla
tragedia Adelchi.

|
|
|
|
Principi Puoti
|
LO
STEMMA Avito dei
Puoti era il Serpente
|
|
|
.Non
sembra suscitare dubbi l’etimologia del nome
di CASTELPOTO.
Il paese avrebbe preso il nome da Potone, duca
longobardo, nipote del principe Radelchi di
Benevento e che fu prigioniero di Siconolfo di
Salerno entrando a far parte in uno scam-bio di
prigionieri nell’anno 844, come si rileva dal
“Chronicon Anonimi Salernitani”.
Oltre queste esistono altre due interpretazioni
circa l’origine del nome Castelpoto.
La prima del Rev. De Mennato che, considerando
la posizione geografica del paese, domi-nante
sul tracciato della Via Latina, ne fa derivare
il nome dall’etimo latino “Castrum Po-tens”.
L’altra è avvalorata da un memorialista
napoletano sulla base di un’iscrizione
funeraria che si trova nella chiesa della
“Pietra Santa”, in Napoli, sulla tomba di un
giovane sacerdote di casa Puoti.
|
Principi Puoti
|
LO
STEMMA Avito dei Puoti era
il Serpente azzurro di Re
Desiderio.
POTI(Puoti)
O
lo Stemma dell'Aquila bicipite
d'oro su rosso .
Princes
Puoti
(Princes
Desiderio)
de
gueules ,à l'aigle bicephale
DESPOTA


|
|
|
Discendenza di Re Adelchi detto Adelkis, rifugiatosi,
dopo l'ascesa del cognato Carlo Magno,presso
la cugina Irene di Bisanzio. Adelchi, in memoria dei
suoi avi ,Costantino, Potior Valens Valentiniano ,Gallia
Placida .Costanzo, muta il nome in Flavius Iovius
Patricius Teodatis Potior, principe despota di
Costantinopoli:il figlio
Flavius Jovius Poto ( detto anche Potone) Despota
Patrizio di Costantinopoli , da cui la dinastia
Commander o Despota dei Potior detti poi Comneno di Poti
I Puoti di Castello Puoti o Castelpoto,
da Poto, figlio di Re Adelchi e Gisla sorella di Carlo
Magno , sono capostipiti, attraverso Sikelgaita
della dinastia Altavilla, da cui Costanza , madre di
Federico II, e direttamente in linea di
primogenitura di Giovanni IV Comneno di Colchidia
(o Poti in Georgia ) (Despota di Colchida citta' della
Georgia che prese il nome di Poti dal Sovrano Comneno su
cui nel 1578 fu eretta la fortezza del sultano Murrad
III , detta Poti dal nome avito di Comeno in Georgia .A
Costantinopoli il nome Poto, scompare fino
all'epoca di Giovanni Comneno , la cui dinastia s'appellera'
Poti , dal nome della cittadella eretta dall'imperatore
Giovanni IV di Comneno, detto appunto Poti, (Georgia)

|

|
Genealogia dei Puoti o Poti a Costantinopoli
1081 - 1118 ALESSIO I Comneno o Comader despota o Poto
-Potior (1048-Costantinopoli 1118).fu terzogenito di
Giovanni Comneno e nipote dell’Imperatore Isacco I
Comneno. Durante il periodo di agitazioni dei Ducas e
loro associati, Alessio e i suoi fratelli figurarono fra
gli oppositori. Scoppiata una rivolta nel 1081, Alessio
occupo’ Costantinopoli, detronizzando Niceforo III.
Combatte' in Epiro contro i Normanni di Roberto il
Guiscardo, in Tracia contro i Peceneghi (battaglia di
Levunio, 1091). Rialzo’ le sorti dell’Impero da
abile diplomatico. Concluse un accordo con Venezia
(1082) che gli assicuro’ un aiuto della flotta
veneziana in cambio di considerevoli vantaggi economici.
Questo accordo segno’ l’inizio della grande fortuna
delle Repubbliche Marinare Italiane. Regno' durante la
prima Crociata, quando la stessa Costantinopoli fu
minacciata dall'avanzata dei Selgiuchidi: invio' allora
una legazione dal Papa Urbano II, al sinodo di Piacenza,
invocando aiuto. In seguito, insospettito dalle
ambizioni dei nuovi venuti, cambio’ politica ed
avverso’ la formazione dei Regni Latini d’Oriente.
HISTAMENON
1118 - 1143 GIOVANNI II Comneno (1088-Tauro 1143) figlio
e successore di Alessio I fu considerato il piu’
grande dei Comneni. Rafforzo’ l’Impero e sconfisse i
Peceneghi (Berrhoia, 1122). Lotto’ contro gli Ungari
(1124-1128) per avere il controllo sui Serbi, Dalmati e
Croati. Nel 1126 ratifico’ il trattato con Venezia,
pur concedendo favori a Pisani e Genovesi.
Riconquisto’ gran parte dei possedimenti turchi,
sottomettendo la Cilicia, Antiochia (Piccola
Armenia,1138), Tripoli ed Edessa. In politica interna,
il Regno di Giovanni II Comneno fu caratterizzato dal
sorgere di fondazioni religiose.
HYPERPERON
1143 - 1180 MANUELE I Comneno (c.ca 1122-1180), quarto
figlio e successore di Giovanni II Comneno, tento’ una
politica di restaurazione in Italia (cerco' di attuare
l'Impero Universale) che provoco’ il dissanguamento
delle finanze bizantine. Respinse gli attacchi dei
Serbi, degli Ungari e dei Normanni, condotti da Ruggero
di Sicilia. Appoggio' le citta' guelfe italiane contro
Federico Barbarossa. Fini' per conquistare la Serbia
(1172), entro' in conflitto con Venezia, preoccupata dai
trattati firmati dal Comneno con Genova (1169) e con
Pisa (1171), e firmo’ con essa un trattato di pace
solo nel 1175. Fu sonoramente sconfitto dai Turchi a
Miriocefalo (1176). In definitiva, per mantenere le
forze militari, l’Imperatore peggioro’ in modo
sensibile le condizioni economiche, che promossero la
trasformazione dell’Impero ad una forma feudale.
HYPERPERON
1180 - 1183 ALESSIO II Comneno (Costantinopoli
1167-1183) fu figlio di Manuele I Comneno e di Maria di
Poitiers-Antiochia. Regno’ sotto la tutela della madre
e favori’ i Latini. Fu costretto ad accettare come
collega Andronico I, suo cugino (1182), che lo fece
strangolare. Fu sposo di Agnese, figlia di Re Luigi VII
di Francia.
Di questo regno non sono state identificate monete, ne'
sembra siano state coniate
1183 - 1185 ANDRONICO I Comneno (1122-1185), figlio di
Isacco Comneno e nipote di Alessio I, arrivo' al potere
facendo uccidere Alessio II. Valoroso soldato,
intelligente e senza scrupoli, divenne l’antagonista
del cugino, l’Imperatore Manuele I, che lo fece piu’
volte incarcerare. Ma, dopo varie avventure e dopo la
morte del cugino, riuscito ad evadere, approfittando di
una sollevazione popolare, entro’ in Costantinopoli
(1182). Fece allora uccidere la Reggente e si fece
associare al trono, ma dopo l’Incoronazione (1183),
fece strozzare anche Alessio II Comneno e ne sposo’ la
giovane vedova Agnese di Francia. Incomincio’ un opera
di eliminazione della famiglia imperiale e
dell’aristocrazia a lui ostile perche’ danneggiata
dalle sue riforme, specialmente agrarie. Con la scusa di
vendicare i Latini, gli Ungheresi ed i Normanni di
Sicilia sbarcarono a Durazzo, raggiunsero Salonicco e
puntarono su Costantinopoli. Qui scoppio’ una
rivoluzione ed egli fu spodestato da Isacco II Angelo,
acclamato Imperatore. Andronico, sorpreso mentre tentava
di fuggire, fu trucidato dalla folla. Il figlio
primogenito di Andronico, Manuele, fu capostipite degli
Imperatori di Trebisonda.
HYPERPERON
1185 - 1195 ISACCO II Angelo (I Regno) (c.ca 1155-1204),
benche’ fosse il favorito di Andronico I Comneno,
riusci’ a far sollevare il popolo contro di lui e lo
rovescio’ dal trono (1185), mentre i Normanni
occupavano Tessalonica e gli Ungheresi la Dalmazia.
Incapace di comandare sui nobili, Isacco II obero’ il
popolo di imposte e provoco’ la loro sollevazione. I
Bulgari lo sconfissero nel 1190 e 1194. Fu favorevole ai
Latini, aiutando la terza Crociata, dopo essersi
accordato con Federico Barbarossa (1190), ma nel 1195 fu
detronizzato dal fratello Alessio III Angelo che lo fece
accecare.
HYPERPERON
1195 - 1203 ALESSIO III Angelo Comneno (+1210)
detronizzo’ il fratello Isacco II Angelo, lo
imprigiono’ e lo fece accecare. Fu uomo inetto e
gaudente e lascio’ l’Impero in mani inette che lo
indebolirono ancor piu’. Vennero cosi’ perdute molte
regioni e molti Governatori divennero di fatto
indipendenti. Fu cosi’ che Alessio IV Angelo, suo
nipote e figlio di Isacco II, con l’appoggio
dell’Imperatore Enrico VI, concluse un’alleanza con
i Capi della IV Crociata e con i Veneziani, che
occuparono Costantinopoli (1203). In seguito alla
creazione dell’Impero Latino, fu detronizzato dai
Crociati. Alessio III fuggi’ in Tracia e
successivamente in Asia Minore. Qui cerco’ di opporsi
al genero Teodoro I Lascaris, che si era fatto
riconoscere Imperatore a Nicea (1204), ma fu preso ed
imprigionato in un monastero dove rimase fino alla
morte.
HYPERPERON
1203 - 1204 ISACCO II Angelo (c.ca 1155-1204 ) (II
Regno) e ALESSIO IV Angelo (1182-Costantinopoli 1204).
Alessio, imprigionato dallo zio Alessio III, che aveva
imprigionato anche suo padre Isacco II, riusci’ a
fuggire in Occidente (presso il cognato Filippo di
Savoia) ed a far interessare alla causa del padre alcuni
Principi occidentali ed i Veneziani. Quando con la IV
Crociata, i Latini si impadronirono di Costantinopoli
(luglio 1203), Isacco II Angelo fu rimesso sul trono. Fu
pero’ assassinato, con il figlio Alessio IV (prima
imprigionato, poi strangolato) che egli aveva associato
a se' nel Regno, da Alessio V Ducas Murzuflo, genero di
Alessio III Angelo. Cio’ avvenne perche’
quest’ultimo seppe ben sfruttare il malcontento
popolare per le concessioni che i due Imperatori avevano
dovuto fare ai Latini.
HYPERPERON
1204 ALESSIO V Ducas Marzuflo (+1204) regno' pochi mesi,
ucciso dai Crociati durante la IV Crociata.
Il Despotato d'Epiro e gli altri Stati derivati dalla
frammentazione dell'Impero bizantino, al 1204.Il
Despotato d'Epiro fu uno degli Stati a nascere dallo
smembramento dell'Impero bizantino nel 1204 durante la
quarta crociata. Esso reclamò il titolo di
"erede" dello stesso Impero, come anche
l'Impero di Nicea e l'Impero di Trebisonda.
Michele I Ducas Non si conosce la data di nascita, e
dove sia nato, morì nel 1214 a Corfù. Despota d'Epiro
a partire dal 1204 fino al 1214.
---------------------
Dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1204, i cittadini
Greci cercavano di radunarsi in alcune zone, per
difendersi dai Latini. Michele I vide quindi spalancarsi
una porta per il dominio nella zona. Prendendo con sè
dei soldati a lui fedeli, difese dai Latini l'Epiro;
vedendo ciò i cittadini Greci, sia della Tessaglia che
del Peloponneso, si posero sotto il suo protettorato.
Michele I fu descritto dai cittadini Greci come un
secondo Noè, in quanto dava riparo ai Greci
dall'"alluvione" dei Latini.
Michele I aveva una famiglia di provenienza Imperiale,
visto che Isacco II di Bisanzio e Alessio III di
Bisanzio, erano suoi cugini.
Il governo
Michele I, malgrado avesse chiesto a Giovanni Camatero
(il vecchio patriarca di Costantinopoli) di riconoscerlo
Imperatore Bizantino, non ebbe questo privilegio.
L'ex-patriarca gli preferì Teodoro I di Nicea; non
avendo avuto il titolo di Imperatore, Michele I si
sottomise alla chiesa cattolica.
Enrico di Fiandra domandò a Michele I fedeltà
all'Impero latino, e la ottenne col matrimonio della
figlia di Michele I con suo fratello, Eustachio, nel
1209. Michele I non prestò fede a questa alleanza,
confidando nella protezione delle montagne, che
avrebbero fermato tutti i Latini con cui avesse stretto
e rotto alleanze. Nel frattempo i parenti di Bonifacio
fecero rivendicazioni sull'Epiro, e Michele I nel 1210
strinse un'alleanza coi Veneziani per attaccare l'Impero
di Tessalonica in mano alla casata dei Bonifacio.
Michele I si dimostrò disumano coi suoi prigionieri,
arrivando a crocifiggere alcuni preti latini. In
risposta, Papa Innocenzo III lo scomunicò. Enrico tornò
in città in quell'anno e costrinse Michele I ad una
nuova alleanza nominale.
La fine
Ma questi si dedicò piuttosto a catturare altre città
strategiche che erano in mano latina, come Larissa,
Durazzo e Ohrid, e ad assicurarsi il controllo della via
Ignazia per Costantinopoli. Egli prese inoltre controllo
dei porti sul golfo di Corinto. Nel 1214 catturò Corfù
ai Veneziani, ma fu ucciso dal fratellastro Teodoro, che
dopo gli subentrò al trono.
Conflitti con Nicea e la Bulgaria
Teodoro si preparò immediatamente per attaccare
Tessalonica, e combattè i Bulgari. Enrico di Fiandra
morì mentre stava per contrattaccare; nel 1217 Teodoro
catturò il suo successore Pietro di Courtenay, e molto
probabilmente lo fece uccidere. L'Impero latino,
comunque, fu distratto dal crescente potere di Nicea e
non potè impedire a Teodoro di prendere Tessalonica nel
1224. Nel 1225, in seguito alla presa di Adrianopoli da
parte di Giovanni III di Bisanzio, Teodoro e strappo a
sua volta la città a quest'ultimo; si alleò inoltre
con i Bulgari e scacciò i Latini dalla Tracia. Nel 1227
Teodoro si incoronò Imperatore bizantino, nonostante
non fosse riconosciuto dalla maggior parte dei Greci,
specialmente dal Patriarca di Nicea. Nel 1230 ruppe
l'alleanza con la Bulgaria, sperando di spodestare Ivan
Asen II, che lo aveva trattenuto dall'attaccare
Costantinopoli. Nella battaglia di Klokotnitsa (nei
pressi di Haskovo, in Bulgaria), lo zar bulgaro
sconfisse, catturò ed accecò Teodoro; suo nipote
Michele II prese il potere in Epiro. Teodoro fu infine
rilasciato e governò Tessalonica come vassallo insieme
a suo fratello Manuele.
----
Sovranità niceana e bizantina
L'Epiro non si riprese mai completamente dalla
sconfitta. Michele II perse Tessalonica a favore di
Nicea nel 1246 e si alleò con i Latini contro questa.
Nel 1248 Giovanni III costrinse Michele a riconoscerlo
come Imperatore, e in cambio lo riconobbe Despota
d'Epiro. La nipote di Giovanni Maria sposò il figlio di
Michele Niceforo; inoltre, nello stesso anno, la figlia
di Michele , Anna, sposò Guglielmo II di Villehardouin,
principe d'Acaia, e Michele preferì onorare
quest'alleanza piuttosto che quella con Giovanni. Egli
fu sconfitto nel conflitto seguente e il vecchio despota
Teodoro fu nuovamente catturato, morendo in prigionia.
Teodoro II Lascaris si alleò con Michele, e i loro
bambini, fidanzati da Giovanni molti anni prima,
finalmente si sposarono nel 1256; Teodoro ricevette in
cambio Durazzo. Michele non accettò il trasferimento di
questa città, e l'anno successivo si rivoltò,
sconfiggendo un'armata niceana guidata da Giorgio
Acropolita. Mentre Michele marciava su Tessalonica, fu
attaccato da Manfredi di Sicilia, che catturò l'Albania
e Corfù. Michele allora si alleò immediatamente con
lui, dandogli in moglie la figlia Elena. Dopo la morte
di Teodoro II, Michele, Manuele e Guglielmo II
combatterono il nuovo Imperatore niceano Michele VIII
Paleologo. L'alleanza era molto instabile, e nel 1259
Guglielmo fu catturato durante la disastrosa battaglia
di Pelagonia. Michele VIII continuò a combattere per
conquistare la capitale di Michele II, Arta, lasciando
le sole città di Giannina e Vonitsa nelle mani di
Michele II. Arta fu recuperata nel 1260, mentre Michele
II era impegnato contro Costantinopoli.
Invasioni italiane
Dopo la restaurazione del potere imperiale a
Costantinopoli da parte di Michele VIII nel 1261, egli
tartassò ripetutamente l'Epiro, costringendo il figlio
di Michele II, Niceforo, a sposare sua nipote Anna
Cantacuzena nel 1265. Michele VIII considerava l'Epiro
uno stato vassallo, mentre Michele II e Niceforo
continuavano ad allearsi coi Principi d'Acaia e coi
Duchi d'Atene. Nel 1267 Corfù e gran parte dell'Epiro
furono catturati da Carlo I d'Angiò, e nel 1271 Michele
II morì; Michele VIII non tentò però di annettere
direttamente il despotato. Egli permise a Niceforo di
succedere e di trattare con Carlo, che prese Durazzo
nello stesso anno. Nel 1279 Niceforo si alleò con
quest'ultimo contro Michele, accettando di diventare
vassallo di Carlo. Subito dopo la sconfitta di Carlo
Niceforo egli perse l'Albania a favore dei bizantini.
Sotto Andronico II, Niceforo rinnovò l'alleanza con
Costantinopoli; tuttavia fu convinto ad allearsi con
Carlo II di Napoli nel 1292, sconfitto in seguito dalla
flotta di Andronico. Niceforo diede in sposa la propria
figlia al figlio di Carlo, Filippo I di Taranto, e
vendette a lui molti dei suoi territori. Dopo la morte
di Niceforo l'influenza bizantina crebbe leggermente
sotto Anna, cugina di Andronico II, che governò come
reggente per il proprio figlio Tommaso. Nel 1306 essa si
rivoltò contro Filippo in favore di Andronico; gli
abitanti latini furono espulsi, ma fu costretta a
restituire alcuni territori a Filippo. Nel 1312 questi
smise di reclamare proprio l'Epiro ma pose piuttosto una
rivendicazione sul defunto Impero latino.
---
Collasso del Despotato
Anna riuscì a far sposare Tommaso con una figlia di
Andronico, ma egli fu assassinato nel 1318 da Nicola
Orsini, che ne sposò la vedova e prese il controllo
dello Stato. Egli fu riconosciuto da Andronico, ma fu
detronizzato nel 1323 da suo fratello Giovanni. Questi
fu avvelenato nel 1335 da sua moglie Anna, che tenne la
reggenza per suo figlio Niceforo II. Nel 1337 Andronico
III, arrivato nella zona per supportare gli Albanesi
contro gli Ottomani, riconquistò tutto l'Epiro.
Niceforo II si rifugiò in Italia, dove la vedova di
Filippo di Taranto, Caterina di Valois, lo mise a capo
di una rivolta in Epiro. La ribellione fallì, e gli fu
fatta sposare Maria Cantacuzena, figlia di Giovanni VI
Cantacuzeno.
L'Impero cadde presto in una guerra civile tra Giovanni
V Paleologo e Giovanni VI, e l'Epiro cadde nelle mani
dei Serbi. Niceforo II riuscì a riconquistarlo nel
1356, aggiungendo all'impero la Tessaglia. Niceforo morì
sedando una rivolta albanese nel 1359, e il Despotato fu
reintegrato nell'Impero.
L'Impero di Trebisonda fu uno degli Stati successori
dell'Impero bizantino sorti nel 1204, subito dopo la
caduta di Costantinopoli durante la quarta crociata.
1 Fondazione
2 Acme
3 Declino e crollo
4 Imperatori di Trebisonda
Fondazione
L'Impero di Trebisonda fu uno dei tre piccoli stati
greci a sorgere alla caduta di Costantinopoli a opera
dei Crociati nel 1204, assieme all'Impero di Nicea della
dinastia Paleologhi e al Despotato d'Epiro della
dinastia Angeli. Esso fu fondato da Alessio I grazie
all'aiuto delle truppe fornite dalla Regina Tamar di
Georgia, con cui conquistò Trebisonda, il Sinope e la
Paflagonia, nella parte settentrionale dell'Anatolia,
con i passi della catena del Ponto.
Alessio I, che era nipote dell'Imperatore bizantino
Andronico I Comneno e un discendente del Re Davide il
Costruttore di Georgia attraverso sua nonna Katay,
figlia di Davide I, fece di Trebisonda la propria
capitale e reclamò il titolo di legittimo successore
dell'Imperatore bizantino. L'Imperatore Andronico era
stato deposto e ucciso nel 1185. Suo figlio Manuele
Comneno fu accecato e morì per le ferite. Le fonti
concordano che Rusudan, moglie di Manuele e madre di
Alessio I e Davide I, fuggì da Costantinopoli per
sfuggire alla persecuzione di Isacco II Angelo,
successore di Andronico. Non è chiaro se si diresse in
Georgia o sulla riva meridionale del Mar Nero, da Poti
che prende il nome dal loro vero etimo , la famiglia dei
Comneno traeva le proprie origini, ma ci sono alcune
prove che gli eredi avevano organizzato un territorio
semi-indipendente con capitale Trebisonda nel 1204.
I governanti di Trebisonda usarono i titoli di Grande
Comneno (Megas Komnenos o Potior ) e di Imperatore fino
al crollo, nel 1461; a volte ci si riferisce a questo
stato col nome di "Impero Comneno".
Trebisonda controllava inizialmente un territorio
compatto, sulla costa meridionale del Mar Nero,
comprendente le moderne province turche di Sinop, Ordu,
Giresun, Trabzon, Bayburt, Gumushane, Rise e Artvin; nel
XIII secolo controllò anche Perateia, che includeva
Cherson e Kerch nella penisola di Crimea. Davide Comneno
si espanse rapidamente verso occidente, occupando prima
Sinope, quindi la Paflagonia e poi l'Eraclea pontica,
fino a che i suoi territori confinarono con quelli
dell'Impero di Nicea. Questo strappò a Trebisonda i
domini a ovest di Sinope nel 1206. Sinope stessa fu
presa dai Selgiuchidi nel 1214.
Acme
Mentre il Despotato d'Epiro crollò dopo appena
sessant'anni dalla sua costituzione, e l'Impero di Nicea
si occupava di riprendere Costantinopoli e togliere di
mezzo lo stato fantoccio dell'Impero latino, solo per
essere inglobato nel 1453 dagli Ottomani, Trebisonda
cercò di sopravvivere più a lungo dei propri rivali
diretti, gli altri stati successori.
L'Impero Comneno fu perpetuamente in conflitto prima col
sultanato d'Iconio, poi con gli Ottomani, oltre che con
Bisanzio, le Repubbliche marinare italiane, e
specialmente Genova, la quale aveva una base a Salmastro
o Amasia, e minacciava i suoi confini. Il titolo di
impero era più teorico che pratico, la cui difesa venne
garantita soprattutto aizzando i rivali uno contro
l'altro e offrendo principesse in matrimonio con
generosissime doti, soprattutto ai Turchi dell'Anatolia
interna.
La distruzione di Baghdad da parte di Hulegu Khan nel
1258 rese Trebisonda l'estremo baluardo occidentale
della via della seta, ed ebbe accesso ad enormi
ricchezze sotto l'ala protettrice dei Mongoli. Marco
Polo tornò in occidente dal suo viaggio in Cina
attraverso questa città, nel 1295. Durante il governo
di Alessio III (1349-1390) la città divenne uno dei
maggiori centri commerciali e culturali al mondo.
Manuele III successe al padre Alessio III nel 1390 e si
alleò con Tamerlano, traendo vantaggio dalla vittoria
di questo sugli Ottomani nel 1402 alla Battaglia di
Ankara. Suo figlio Alessio IV diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
sua figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'Imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo. Pero
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che la
città aveva meno di 4000 soldati.
Giovanni IV non potè fare altro che vedere il proprio
impero fare la fine di Costantinopoli: il Sultano
Ottomano Murad II tentò di prendere la capitale per
mare nel 1442, ma fu bloccato dal mare in burrasca;
durante l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II
nel 1456, il governatore ottomano di Amiso attaccò la
città e, sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e
riscosse un forte tributo.
Declino e crollo
Giovanni IV si stava preparando ad un attacco stringendo
alleanze: diede sua figlia in moglie al figlio di suo
cugino, Uzun Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue
cristiano, capo della tribù del Montone Bianco, in
cambio della sua promessa di proteggere Trebisonda;
ottenne inoltre la protezione degli emiri di Sinope e
Karamania, e dal Re e dalle principesse di Georgia.
Sfortunatamente, il successore di Giovanni, suo fratello
Davide, salito al trono nel 1459, ripudiò questi
trattati. Strinse piuttosto alleanze con varie potenze
europee per ottenere aiuto contro gli Ottomani,
vaneggiando di oscuri piani e complotti che
comprendevano la conquista di Gerusalemme. Maometto
venne a sapere di queste trattative, e fu ancor più
provocato dalla richiesta di Davide II di rimuovere il
tributo imposto al fratello. La risposta arrivò nel
1461: Maometto partì da Bursa con una grande armata,
prima dirigendosi verso Sinope, il cui emiro si arrese
presto, quindi a sud attraverso l'Armenia, per
neutralizzare Usun Hasan. Una volta isolata Trebisonda,
Maometto vi si diresse prima che gli abitanti potessero
venire a sapere del suo arrivo, e strinse d'assedio la
città, che resistette un mese prima che l'Imperatore si
arrendesse il 15 agosto 1461. Alcuni castelli guidarono
una resistenza isolata per qualche settimana. L'Impero
di Trebisonda era ricco grazie alle miniere d'argento e
all'antica via commerciale di Tabriz. In seguito il
sostantivo in italiano "trebisonda" , in
"perdere la trebisonda", perdere la testa
ricorrendo al fatto che era un luogo raggiungibile con
tutte le rotte del Mar Nero, come rifugio dei marinai.
Il luogo fu così tempestato di tragici naufragi.
Un'altra causa fu che essendo l'ultimo baluardo
bizantino, l'ultima città a essere indipendente.
...
Imperatori di Trebisonda
Alessio I Comneno (1204–1222)
Davide I Comneno (1204–1214)
Andronico I Gido Comneno (1222–1235)
Giovanni I Axuco Comneno (1235–1238)
Manuele I Comneno (1238–1263)
Andronico II Comneno (1263–1266)
Giorgio Comneno (1266–1280)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Teodora Comnena (1284–1285)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Alessio II Comneno (1297–1330)
Andronico III Comneno (1330–1332)
Manuele II Comneno (1332)
Basilio Comneno (1332–1340)
Irene Palaeologina (1340–1341)
Anna Comnena (1341)
Michele Comneno (1341)
Anna Comnena (restaurata, 1341–1342)
Giovanni III Comneno (1342–1344)
Michele Comneno (restaurato, 1344–1349)
Alessio III Comneno (1349–1390)
Manuele III Comneno (1390–1416)
Alessio IV Comneno (1416–1429)
Giovanni IV Comneno (1429–1459)
Davide II Comneno (1459–1461)
Estratto da "
...
Giovanni IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1429
al 1459.
Salì al trono dopo la morte del padre Alessio IV
Comneno, di cui era il primogenito.
Ebbe il compito di far resistere Trebisonda, nonostate
la caduta di Costantinopoli. Il sultano ottomano Murad
II tentò di prendere la capitale per mare nel 1442, ma
fu bloccato da una burrasca. In seguito, durante
l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II nel 1456,
il governatore ottomano di Amiso attaccò Trebisonda e,
sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e riscosse un
forte tributo.
Giovanni IV si preparò a resistere stringendo alleanze:
diede sua figlia in moglie al figlio di suo cugino, Uzun
Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue cristiano, capo
della tribù del Montone Bianco, in cambio della sua
promessa di proteggere Trebisonda; ottenne inoltre la
protezione degli emiri di Sinope e di Karamania, e dal
re e dalle principesse di Georgia.
Giovanni IV detto Poto da Poti , citta' cui diede il
nome in Georgia e di cui fu Despota, morì nel
1459 dopo trenta anni di glorioso governo e gli
sucedette il fratello Davide II Comneno.
...
Davide II Comneno fu l'ultimo imperatore di Trebisonda
dal 1459 fino al 1461, anno in cui la città cadde.
Succedette al fratello Giovanni IV Comneno e, salito al
potere, ne annullò tutte le alleanze per collegarsi
invece con le Repubbliche Marinare e gli Occidentali,
vagheggiando piani di una nuova Crociata per
riconquistare Gerusalemme.
Quando l'imperatore ottomano Maometto II, venne a sapere
di queste trattative, gli chiese nel 1461 un tributo che
gli venne negato: la reazione di Maometto fu immediata,
partì da Bursa con un enorme esercito, prima
dirigendosi verso Sinope, il cui emiro alleato di
Trebisonda si arrese in breve tempo, e attaccando quindi
l'Armenia, il cui re, Usun Hasan, nonostante gli stretti
rapporti con Trebisonda, fu costretto anch'egli alla
resa.
Trebisonda era quindi isolata dal resto dell'Asia e
Maometto II procedette alla conquista dell'ultimo
brandello rimasto dell'Impero Bizantino antecedente alla
quarta crociata: l'intervento fu rapido e silenzioso,
tanto che contadini non diedero nessun allarme e
Maometto potè stringere d'assedio la città, difesa da
soli 5000 uomini. Dopo un mese di assedio Davide II si
arrese il 15 agosto 1461 e solo alcuni castelli
proseguirono una resistenza isolata per qualche
settimana.
..
Alessio IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1416
fino al 1429.
Figlio di Manuele III Comneno diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo.
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che vi
fossero tenuti meno di 4000 soldati.
Alessio IV morì nel 1429, gli sucedette il figlio
maggiore Giovanni IV Comneno despota di Poti (Georgia)
...
Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni )che fu inviato come ambasciatore dallo zio
,Davide Comneno ,nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome in Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi e di Ansperga(sorella di Adelchi e
figlia di Re Desiderio ) zia di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Re Radelchi aveva sposato
Anseperga , figlia di Re Desiderio.
Dai Poto Comneno derivano i Puoti , discendenti
della Principessa Giovanna Puoti di Heristal
Hohenstaufen Avril de Burey Anjou Plantagenet, nonna
della Principessa Yasmin. Dal ramo dei Puoti Allegro ou
Alegre d'Alegre de Hochstaden de Hostade, ramo del
Principe chirurgo Francesco Puoti , Cavaliere
dello Spirito Santo e dell'Annunziata, discende invece
la Principessa Filly Allegro , madre della
Principessa Yasmin.
VO
Princes Allegro ou Alegre de
Hochstaden de Hostade
VON
HOCKSTADEN Hostade ou Alegre de PUOTI BOAZ di
BOURBON-BUSSET- (aquila dispiegata
d'argento o bianca in campo rosso Alegre
de Hochstaden de Hostade
Discendenti
di Re Desiderio e del Principe Baud Poto -Fortis
Da Historia Potorum
Poto , figlio di Re Adelchi e Gisla, sorella di Carlo
Magno
Dinastia Puoti di Heristal -
Poto muta il nome a Costantinopoli, come il padre
Adelchi che si chiamera' Flavius Jovius Patricius
Teodatis Potior , Despota e Patrizio di Bisanzio-
da cui i Comnander o Comnender , ovvero Despota , ovvero
Poto.
Il nome Poto o Poti torna con la Dinastia di Giovanni
Poto , da Poti in Georgia, figlio di Giovanni IV Comneno
despota di Colchide che prese il nome di Poti
Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni fu inviato come ambasciatore dallo zio Davide
Comneno nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi, zio di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Radelchi aveva sposato Anseperga ,
figlia di Re Desiderio.
Dai Poto Comneno derivano I Puoti Hohenstaufen Avril de
Burey Anjou Plantagenet ed i Granduchi Principi Putiatin
Pavlov Romanov
I Puoti Comneno
Discendenza di Re Adelchi detto Adelkis divenuto Flavius
Iovius Patricius Teodatis Potior principe despota di
Costantinopoli:il figlio
Flavius Jovius Poto ( detto anche Potone) Despota
Patrizio di Costantinopoli , da cui la dinastia
Commander o Despota dei Potior detti poi Comneno-I Puoti
di Castelpoto derivano da Giovanni IV Comneno di
Colchidia (detta Poti in Georgia ) (Despota di Colchida
citta' della Georgia che prese il nome di Poti dal
Sovrano Comneno su cui nel 1578 fu eretta la fortezza
del sultano Murrad III , detta Poti dal nome avito di
Comeno in Georgia .
1081 - 1118 ALESSIO I Comneno o Comader despota o Poto
-Potior (1048-Costantinopoli 1118).fu terzogenito di
Giovanni Comneno e nipote dell’Imperatore Isacco I
Comneno. Durante il periodo di agitazioni dei Ducas e
loro associati, Alessio e i suoi fratelli figurarono fra
gli oppositori. Scoppiata una rivolta nel 1081, Alessio
occupo’ Costantinopoli, detronizzando Niceforo III.
Combatte' in Epiro contro i Normanni di Roberto il
Guiscardo, in Tracia contro i Peceneghi (battaglia di
Levunio, 1091). Rialzo’ le sorti dell’Impero da
abile diplomatico. Concluse un accordo con Venezia
(1082) che gli assicuro’ un aiuto della flotta
veneziana in cambio di considerevoli vantaggi economici.
Questo accordo segno’ l’inizio della grande fortuna
delle Repubbliche Marinare Italiane. Regno' durante la
prima Crociata, quando la stessa Costantinopoli fu
minacciata dall'avanzata dei Selgiuchidi: invio' allora
una legazione dal Papa Urbano II, al sinodo di Piacenza,
invocando aiuto. In seguito, insospettito dalle
ambizioni dei nuovi venuti, cambio’ politica ed
avverso’ la formazione dei Regni Latini d’Oriente.
HISTAMENON
1118 - 1143 GIOVANNI II Comneno (1088-Tauro 1143) figlio
e successore di Alessio I fu considerato il piu’
grande dei Comneni. Rafforzo’ l’Impero e sconfisse i
Peceneghi (Berrhoia, 1122). Lotto’ contro gli Ungari
(1124-1128) per avere il controllo sui Serbi, Dalmati e
Croati. Nel 1126 ratifico’ il trattato con Venezia,
pur concedendo favori a Pisani e Genovesi.
Riconquisto’ gran parte dei possedimenti turchi,
sottomettendo la Cilicia, Antiochia (Piccola
Armenia,1138), Tripoli ed Edessa. In politica interna,
il Regno di Giovanni II Comneno fu caratterizzato dal
sorgere di fondazioni religiose.
HYPERPERON
1143 - 1180 MANUELE I Comneno (c.ca 1122-1180), quarto
figlio e successore di Giovanni II Comneno, tento’ una
politica di restaurazione in Italia (cerco' di attuare
l'Impero Universale) che provoco’ il dissanguamento
delle finanze bizantine. Respinse gli attacchi dei
Serbi, degli Ungari e dei Normanni, condotti da Ruggero
di Sicilia. Appoggio' le citta' guelfe italiane contro
Federico Barbarossa. Fini' per conquistare la Serbia
(1172), entro' in conflitto con Venezia, preoccupata dai
trattati firmati dal Comneno con Genova (1169) e con
Pisa (1171), e firmo’ con essa un trattato di pace
solo nel 1175. Fu sonoramente sconfitto dai Turchi a
Miriocefalo (1176). In definitiva, per mantenere le
forze militari, l’Imperatore peggioro’ in modo
sensibile le condizioni economiche, che promossero la
trasformazione dell’Impero ad una forma feudale.
HYPERPERON
1180 - 1183 ALESSIO II Comneno (Costantinopoli
1167-1183) fu figlio di Manuele I Comneno e di Maria di
Poitiers-Antiochia. Regno’ sotto la tutela della madre
e favori’ i Latini. Fu costretto ad accettare come
collega Andronico I, suo cugino (1182), che lo fece
strangolare. Fu sposo di Agnese, figlia di Re Luigi VII
di Francia.
Di questo regno non sono state identificate monete, ne'
sembra siano state coniate
1183 - 1185 ANDRONICO I Comneno (1122-1185), figlio di
Isacco Comneno e nipote di Alessio I, arrivo' al potere
facendo uccidere Alessio II. Valoroso soldato,
intelligente e senza scrupoli, divenne l’antagonista
del cugino, l’Imperatore Manuele I, che lo fece piu’
volte incarcerare. Ma, dopo varie avventure e dopo la
morte del cugino, riuscito ad evadere, approfittando di
una sollevazione popolare, entro’ in Costantinopoli
(1182). Fece allora uccidere la Reggente e si fece
associare al trono, ma dopo l’Incoronazione (1183),
fece strozzare anche Alessio II Comneno e ne sposo’ la
giovane vedova Agnese di Francia. Incomincio’ un opera
di eliminazione della famiglia imperiale e
dell’aristocrazia a lui ostile perche’ danneggiata
dalle sue riforme, specialmente agrarie. Con la scusa di
vendicare i Latini, gli Ungheresi ed i Normanni di
Sicilia sbarcarono a Durazzo, raggiunsero Salonicco e
puntarono su Costantinopoli. Qui scoppio’ una
rivoluzione ed egli fu spodestato da Isacco II Angelo,
acclamato Imperatore. Andronico, sorpreso mentre tentava
di fuggire, fu trucidato dalla folla. Il figlio
primogenito di Andronico, Manuele, fu capostipite degli
Imperatori di Trebisonda.
HYPERPERON
1185 - 1195 ISACCO II Angelo (I Regno) (c.ca 1155-1204),
benche’ fosse il favorito di Andronico I Comneno,
riusci’ a far sollevare il popolo contro di lui e lo
rovescio’ dal trono (1185), mentre i Normanni
occupavano Tessalonica e gli Ungheresi la Dalmazia.
Incapace di comandare sui nobili, Isacco II obero’ il
popolo di imposte e provoco’ la loro sollevazione. I
Bulgari lo sconfissero nel 1190 e 1194. Fu favorevole ai
Latini, aiutando la terza Crociata, dopo essersi
accordato con Federico Barbarossa (1190), ma nel 1195 fu
detronizzato dal fratello Alessio III Angelo che lo fece
accecare.
HYPERPERON
1195 - 1203 ALESSIO III Angelo Comneno (+1210)
detronizzo’ il fratello Isacco II Angelo, lo
imprigiono’ e lo fece accecare. Fu uomo inetto e
gaudente e lascio’ l’Impero in mani inette che lo
indebolirono ancor piu’. Vennero cosi’ perdute molte
regioni e molti Governatori divennero di fatto
indipendenti. Fu cosi’ che Alessio IV Angelo, suo
nipote e figlio di Isacco II, con l’appoggio
dell’Imperatore Enrico VI, concluse un’alleanza con
i Capi della IV Crociata e con i Veneziani, che
occuparono Costantinopoli (1203). In seguito alla
creazione dell’Impero Latino, fu detronizzato dai
Crociati. Alessio III fuggi’ in Tracia e
successivamente in Asia Minore. Qui cerco’ di opporsi
al genero Teodoro I Lascaris, che si era fatto
riconoscere Imperatore a Nicea (1204), ma fu preso ed
imprigionato in un monastero dove rimase fino alla
morte.
HYPERPERON
1203 - 1204 ISACCO II Angelo (c.ca 1155-1204 ) (II
Regno) e ALESSIO IV Angelo (1182-Costantinopoli 1204).
Alessio, imprigionato dallo zio Alessio III, che aveva
imprigionato anche suo padre Isacco II, riusci’ a
fuggire in Occidente (presso il cognato Filippo di
Savoia) ed a far interessare alla causa del padre alcuni
Principi occidentali ed i Veneziani. Quando con la IV
Crociata, i Latini si impadronirono di Costantinopoli
(luglio 1203), Isacco II Angelo fu rimesso sul trono. Fu
pero’ assassinato, con il figlio Alessio IV (prima
imprigionato, poi strangolato) che egli aveva associato
a se' nel Regno, da Alessio V Ducas Murzuflo, genero di
Alessio III Angelo. Cio’ avvenne perche’
quest’ultimo seppe ben sfruttare il malcontento
popolare per le concessioni che i due Imperatori avevano
dovuto fare ai Latini.
HYPERPERON
1204 ALESSIO V Ducas Marzuflo (+1204) regno' pochi mesi,
ucciso dai Crociati durante la IV Crociata.
Il Despotato d'Epiro e gli altri Stati derivati dalla
frammentazione dell'Impero bizantino, al 1204.Il
Despotato d'Epiro fu uno degli Stati a nascere dallo
smembramento dell'Impero bizantino nel 1204 durante la
quarta crociata. Esso reclamò il titolo di
"erede" dello stesso Impero, come anche
l'Impero di Nicea e l'Impero di Trebisonda.
Michele I Ducas Non si conosce la data di nascita, e
dove sia nato, morì nel 1214 a Corfù. Despota d'Epiro
a partire dal 1204 fino al 1214.
I
[modifica]
La nascita di uno stato
La zona dell'Epiro, governata da Michele I, era la
vecchia provincia di Nicopoli.
Dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1204, i cittadini
Greci cercavano di radunarsi in alcune zone, per
difendersi dai Latini. Michele I vide quindi spalancarsi
una porta per il dominio nella zona. Prendendo con sè
dei soldati a lui fedeli, difese dai Latini l'Epiro;
vedendo ciò i cittadini Greci, sia della Tessaglia che
del Peloponneso, si posero sotto il suo protettorato.
Michele I fu descritto dai cittadini Greci come un
secondo Noè, in quanto dava riparo ai Greci
dall'"alluvione" dei Latini.
Michele I aveva una famiglia di provenienza Imperiale,
visto che Isacco II di Bisanzio e Alessio III di
Bisanzio, erano suoi cugini.
[modifica]
Il governo
Michele I, malgrado avesse chiesto a Giovanni Camatero
(il vecchio patriarca di Costantinopoli) di riconoscerlo
Imperatore Bizantino, non ebbe questo privilegio.
L'ex-patriarca gli preferì Teodoro I di Nicea; non
avendo avuto il titolo di Imperatore, Michele I si
sottomise alla chiesa cattolica.
Enrico di Fiandra domandò a Michele I fedeltà
all'Impero latino, e la ottenne col matrimonio della
figlia di Michele I con suo fratello, Eustachio, nel
1209. Michele I non prestò fede a questa alleanza,
confidando nella protezione delle montagne, che
avrebbero fermato tutti i Latini con cui avesse stretto
e rotto alleanze. Nel frattempo i parenti di Bonifacio
fecero rivendicazioni sull'Epiro, e Michele I nel 1210
strinse un'alleanza coi Veneziani per attaccare l'Impero
di Tessalonica in mano alla casata dei Bonifacio.
Michele I si dimostrò disumano coi suoi prigionieri,
arrivando a crocifiggere alcuni preti latini. In
risposta, Papa Innocenzo III lo scomunicò. Enrico tornò
in città in quell'anno e costrinse Michele I ad una
nuova alleanza nominale.
[modifica]
La fine
Ma questi si dedicò piuttosto a catturare altre città
strategiche che erano in mano latina, come Larissa,
Durazzo e Ohrid, e ad assicurarsi il controllo della via
Ignazia per Costantinopoli. Egli prese inoltre controllo
dei porti sul golfo di Corinto. Nel 1214 catturò Corfù
ai Veneziani, ma fu ucciso dal fratellastro Teodoro, che
dopo gli subentrò al trono.
[modifica]
Conflitti con Nicea e la Bulgaria
Teodoro si preparò immediatamente per attaccare
Tessalonica, e combattè i Bulgari. Enrico di Fiandra
morì mentre stava per contrattaccare; nel 1217 Teodoro
catturò il suo successore Pietro di Courtenay, e molto
probabilmente lo fece uccidere. L'Impero latino,
comunque, fu distratto dal crescente potere di Nicea e
non potè impedire a Teodoro di prendere Tessalonica nel
1224. Nel 1225, in seguito alla presa di Adrianopoli da
parte di Giovanni III di Bisanzio, Teodoro e strappo a
sua volta la città a quest'ultimo; si alleò inoltre
con i Bulgari e scacciò i Latini dalla Tracia. Nel 1227
Teodoro si incoronò Imperatore bizantino, nonostante
non fosse riconosciuto dalla maggior parte dei Greci,
specialmente dal Patriarca di Nicea. Nel 1230 ruppe
l'alleanza con la Bulgaria, sperando di spodestare Ivan
Asen II, che lo aveva trattenuto dall'attaccare
Costantinopoli. Nella battaglia di Klokotnitsa (nei
pressi di Haskovo, in Bulgaria), lo zar bulgaro
sconfisse, catturò ed accecò Teodoro; suo nipote
Michele II prese il potere in Epiro. Teodoro fu infine
rilasciato e governò Tessalonica come vassallo insieme
a suo fratello Manuele.
[modifica]
Sovranità niceana e bizantina
L'Epiro non si riprese mai completamente dalla
sconfitta. Michele II perse Tessalonica a favore di
Nicea nel 1246 e si alleò con i Latini contro questa.
Nel 1248 Giovanni III costrinse Michele a riconoscerlo
come Imperatore, e in cambio lo riconobbe Despota
d'Epiro. La nipote di Giovanni Maria sposò il figlio di
Michele Niceforo; inoltre, nello stesso anno, la figlia
di Michele , Anna, sposò Guglielmo II di Villehardouin,
principe d'Acaia, e Michele preferì onorare
quest'alleanza piuttosto che quella con Giovanni. Egli
fu sconfitto nel conflitto seguente e il vecchio despota
Teodoro fu nuovamente catturato, morendo in prigionia.
Teodoro II Lascaris si alleò con Michele, e i loro
bambini, fidanzati da Giovanni molti anni prima,
finalmente si sposarono nel 1256; Teodoro ricevette in
cambio Durazzo. Michele non accettò il trasferimento di
questa città, e l'anno successivo si rivoltò,
sconfiggendo un'armata niceana guidata da Giorgio
Acropolita. Mentre Michele marciava su Tessalonica, fu
attaccato da Manfredi di Sicilia, che catturò l'Albania
e Corfù. Michele allora si alleò immediatamente con
lui, dandogli in moglie la figlia Elena. Dopo la morte
di Teodoro II, Michele, Manuele e Guglielmo II
combatterono il nuovo Imperatore niceano Michele VIII
Paleologo. L'alleanza era molto instabile, e nel 1259
Guglielmo fu catturato durante la disastrosa battaglia
di Pelagonia. Michele VIII continuò a combattere per
conquistare la capitale di Michele II, Arta, lasciando
le sole città di Giannina e Vonitsa nelle mani di
Michele II. Arta fu recuperata nel 1260, mentre Michele
II era impegnato contro Costantinopoli.
[modifica]
Invasioni italiane
Dopo la restaurazione del potere imperiale a
Costantinopoli da parte di Michele VIII nel 1261, egli
tartassò ripetutamente l'Epiro, costringendo il figlio
di Michele II, Niceforo, a sposare sua nipote Anna
Cantacuzena nel 1265. Michele VIII considerava l'Epiro
uno stato vassallo, mentre Michele II e Niceforo
continuavano ad allearsi coi Principi d'Acaia e coi
Duchi d'Atene. Nel 1267 Corfù e gran parte dell'Epiro
furono catturati da Carlo I d'Angiò, e nel 1271 Michele
II morì; Michele VIII non tentò però di annettere
direttamente il despotato. Egli permise a Niceforo di
succedere e di trattare con Carlo, che prese Durazzo
nello stesso anno. Nel 1279 Niceforo si alleò con
quest'ultimo contro Michele, accettando di diventare
vassallo di Carlo. Subito dopo la sconfitta di Carlo
Niceforo egli perse l'Albania a favore dei bizantini.
Sotto Andronico II, Niceforo rinnovò l'alleanza con
Costantinopoli; tuttavia fu convinto ad allearsi con
Carlo II di Napoli nel 1292, sconfitto in seguito dalla
flotta di Andronico. Niceforo diede in sposa la propria
figlia al figlio di Carlo, Filippo I di Taranto, e
vendette a lui molti dei suoi territori. Dopo la morte
di Niceforo l'influenza bizantina crebbe leggermente
sotto Anna, cugina di Andronico II, che governò come
reggente per il proprio figlio Tommaso. Nel 1306 essa si
rivoltò contro Filippo in favore di Andronico; gli
abitanti latini furono espulsi, ma fu costretta a
restituire alcuni territori a Filippo. Nel 1312 questi
smise di reclamare proprio l'Epiro ma pose piuttosto una
rivendicazione sul defunto Impero latino.
[modifica]
Collasso del Despotato
Anna riuscì a far sposare Tommaso con una figlia di
Andronico, ma egli fu assassinato nel 1318 da Nicola
Orsini, che ne sposò la vedova e prese il controllo
dello Stato. Egli fu riconosciuto da Andronico, ma fu
detronizzato nel 1323 da suo fratello Giovanni. Questi
fu avvelenato nel 1335 da sua moglie Anna, che tenne la
reggenza per suo figlio Niceforo II. Nel 1337 Andronico
III, arrivato nella zona per supportare gli Albanesi
contro gli Ottomani, riconquistò tutto l'Epiro.
Niceforo II si rifugiò in Italia, dove la vedova di
Filippo di Taranto, Caterina di Valois, lo mise a capo
di una rivolta in Epiro. La ribellione fallì, e gli fu
fatta sposare Maria Cantacuzena, figlia di Giovanni VI
Cantacuzeno.
L'Impero cadde presto in una guerra civile tra Giovanni
V Paleologo e Giovanni VI, e l'Epiro cadde nelle mani
dei Serbi. Niceforo II riuscì a riconquistarlo nel
1356, aggiungendo all'impero la Tessaglia. Niceforo morì
sedando una rivolta albanese nel 1359, e il Despotato fu
reintegrato nell'Impero.
L'Impero di Trebisonda fu uno degli Stati successori
dell'Impero bizantino sorti nel 1204, subito dopo la
caduta di Costantinopoli durante la quarta crociata.
Indice [nascondi]
1 Fondazione
2 Acme
3 Declino e crollo
4 Imperatori di Trebisonda
[modifica]
Fondazione
L'Impero di Trebisonda fu uno dei tre piccoli stati
greci a sorgere alla caduta di Costantinopoli a opera
dei Crociati nel 1204, assieme all'Impero di Nicea della
dinastia Paleologhi e al Despotato d'Epiro della
dinastia Angeli. Esso fu fondato da Alessio I grazie
all'aiuto delle truppe fornite dalla Regina Tamar di
Georgia, con cui conquistò Trebisonda, il Sinope e la
Paflagonia, nella parte settentrionale dell'Anatolia,
con i passi della catena del Ponto.
Alessio I, che era nipote dell'Imperatore bizantino
Andronico I Comneno e un discendente del Re Davide il
Costruttore di Georgia attraverso sua nonna Katay,
figlia di Davide I, fece di Trebisonda la propria
capitale e reclamò il titolo di legittimo successore
dell'Imperatore bizantino. L'Imperatore Andronico era
stato deposto e ucciso nel 1185. Suo figlio Manuele
Comneno fu accecato e morì per le ferite. Le fonti
concordano che Rusudan, moglie di Manuele e madre di
Alessio I e Davide I, fuggì da Costantinopoli per
sfuggire alla persecuzione di Isacco II Angelo,
successore di Andronico. Non è chiaro se si diresse in
Georgia o sulla riva meridionale del Mar Nero, da dove
la famiglia dei Comneno traeva le proprie origini, ma ci
sono alcune prove che gli eredi avevano organizzato un
territorio semi-indipendente con capitale Trebisonda nel
1204.
I governanti di Trebisonda usarono i titoli di Grande
Comneno (Megas Komnenos) e di Imperatore fino al crollo,
nel 1461; a volte ci si riferisce a questo stato col
nome di "Impero Comneno".
Trebisonda controllava inizialmente un territorio
compatto, sulla costa meridionale del Mar Nero,
comprendente le moderne province turche di Sinop, Ordu,
Giresun, Trabzon, Bayburt, Gumushane, Rise e Artvin; nel
XIII secolo controllò anche Perateia, che includeva
Cherson e Kerch nella penisola di Crimea. Davide Comneno
si espanse rapidamente verso occidente, occupando prima
Sinope, quindi la Paflagonia e poi l'Eraclea pontica,
fino a che i suoi territori confinarono con quelli
dell'Impero di Nicea. Questo strappò a Trebisonda i
domini a ovest di Sinope nel 1206. Sinope stessa fu
presa dai Selgiuchidi nel 1214.
[modifica]
Acme
Mentre il Despotato d'Epiro crollò dopo appena
sessant'anni dalla sua costituzione, e l'Impero di Nicea
si occupava di riprendere Costantinopoli e togliere di
mezzo lo stato fantoccio dell'Impero latino, solo per
essere inglobato nel 1453 dagli Ottomani, Trebisonda
cercò di sopravvivere più a lungo dei propri rivali
diretti, gli altri stati successori.
L'Impero comneno fu perpetuamente in conflitto prima col
sultanato d'Iconio, poi con gli Ottomani, oltre che con
Bisanzio, le Repubbliche marinare italiane, e
specialmente Genova, la quale aveva una base a Salmastro
o Amasia, e minacciava i suoi confini. Il titolo di
impero era più teorico che pratico, la cui difesa venne
garantita soprattutto aizzando i rivali uno contro
l'altro e offrendo principesse in matrimonio con
generosissime doti, soprattutto ai Turchi dell'Anatolia
interna.
La distruzione di Baghdad da parte di Hulegu Khan nel
1258 rese Trebisonda l'estremo baluardo occidentale
della via della seta, ed ebbe accesso ad enormi
ricchezze sotto l'ala protettrice dei Mongoli. Marco
Polo tornò in occidente dal suo viaggio in Cina
attraverso questa città, nel 1295. Durante il governo
di Alessio III (1349-1390) la città divenne uno dei
maggiori centri commerciali e culturali al mondo.
Manuele III successe al padre Alessio III nel 1390 e si
alleò con Tamerlano, traendo vantaggio dalla vittoria
di questo sugli Ottomani nel 1402 alla Battaglia di
Ankara. Suo figlio Alessio IV diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
sua figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'Imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo. Pero
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che la
città aveva meno di 4000 soldati.
Giovanni IV non potè fare altro che vedere il proprio
impero fare la fine di Costantinopoli: il Sultano
Ottomano Murad II tentò di prendere la capitale per
mare nel 1442, ma fu bloccato dal mare in burrasca;
durante l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II
nel 1456, il governatore ottomano di Amiso attaccò la
città e, sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e
riscosse un forte tributo.
[modifica]
Declino e crollo
Giovanni IV si stava preparando ad un attacco stringendo
alleanze: diede sua figlia in moglie al figlio di suo
cugino, Uzun Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue
cristiano, capo della tribù del Montone Bianco, in
cambio della sua promessa di proteggere Trebisonda;
ottenne inoltre la protezione degli emiri di Sinope e
Karamania, e dal Re e dalle principesse di Georgia.
Sfortunatamente, il successore di Giovanni, suo fratello
Davide, salito al trono nel 1459, ripudiò questi
trattati. Strinse piuttosto alleanze con varie potenze
europee per ottenere aiuto contro gli Ottomani,
vaneggiando di oscuri piani e complotti che
comprendevano la conquista di Gerusalemme. Maometto
venne a sapere di queste trattative, e fu ancor più
provocato dalla richiesta di Davide II di rimuovere il
tributo imposto al fratello. La risposta arrivò nel
1461: Maometto partì da Bursa con una grande armata,
prima dirigendosi verso Sinope, il cui emiro si arrese
presto, quindi a sud attraverso l'Armenia, per
neutralizzare Usun Hasan. Una volta isolata Trebisonda,
Maometto vi si diresse prima che gli abitanti potessero
venire a sapere del suo arrivo, e strinse d'assedio la
città, che resistette un mese prima che l'Imperatore si
arrendesse il 15 agosto 1461. Alcuni castelli guidarono
una resistenza isolata per qualche settimana. L'Impero
di Trebisonda era ricco grazie alle miniere d'argento e
all'antica via commerciale di Tabriz. In seguito il
sostantivo in italiano "trebisonda" , in
"perdere la trebisonda", perdere la testa
ricorrendo al fatto che era un luogo raggiungibile con
tutte le rotte del Mar Nero, come rifugio dei marinai.
Il luogo fu così tempestato di tragici naufragi.
Un'altra causa fu che essendo l'ultimo baluardo
bizantino, l'ultima città a essere indipendente.
------------
Imperatori di Trebisonda
Alessio I Comneno (1204–1222)
Davide I Comneno (1204–1214)
Andronico I Gido Comneno (1222–1235)
Giovanni I Axuco Comneno (1235–1238)
Manuele I Comneno (1238–1263)
Andronico II Comneno (1263–1266)
Giorgio Comneno (1266–1280)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Teodora Comnena (1284–1285)
Giovanni II Comneno (1280–1297)
Alessio II Comneno (1297–1330)
Andronico III Comneno (1330–1332)
Manuele II Comneno (1332)
Basilio Comneno (1332–1340)
Irene Palaeologina (1340–1341)
Anna Comnena (1341)
Michele Comneno (1341)
Anna Comnena (restaurata, 1341–1342)
Giovanni III Comneno (1342–1344)
Michele Comneno (restaurato, 1344–1349)
Alessio III Comneno (1349–1390)
Manuele III Comneno (1390–1416)
Alessio IV Comneno (1416–1429)
Giovanni IV Comneno (1429–1459)
Davide II Comneno (1459–1461)
Estratto da "
8:12 AM
storici ha detto...
Giovanni IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1429
al 1459.
Salì al trono dopo la morte del padre Alessio IV
Comneno, di cui era il primogenito.
Ebbe il compito di far resistere Trebisonda, nonostate
la caduta di Costantinopoli. Il sultano ottomano Murad
II tentò di prendere la capitale per mare nel 1442, ma
fu bloccato da una burrasca. In seguito, durante
l'assedio di Belgrado da parte di Maometto II nel 1456,
il governatore ottomano di Amiso attaccò Trebisonda e,
sebbene sconfitto, prese molti prigionieri e riscosse un
forte tributo.
Giovanni IV si preparò a resistere stringendo alleanze:
diede sua figlia in moglie al figlio di suo cugino, Uzun
Hasan, Khan degli Ak Koyunlu, di sangue cristiano, capo
della tribù del Montone Bianco, in cambio della sua
promessa di proteggere Trebisonda; ottenne inoltre la
protezione degli emiri di Sinope e di Karamania, e dal
re e dalle principesse di Georgia.

Giovanni Maria Comneno di Poti (da cui Giovanni Maria
Puoti) IV morì nel 1459, dopo trenta anni di glorioso
governo e gli succedette il fratello Davide II Comneno.

..
Davide II Comneno fu l'ultimo imperatore di Trebisonda
dal 1459 fino al 1461, anno in cui la città cadde.
Succedette al fratello Giovanni IV Comneno e, salito al
potere, ne annullò tutte le alleanze per collegarsi
invece con le Repubbliche Marinare e gli Occidentali,
vagheggiando piani di una nuova Crociata per
riconquistare Gerusalemme.
Quando l'imperatore ottomano Maometto II, venne a sapere
di queste trattative, gli chiese nel 1461 un tributo che
gli venne negato: la reazione di Maometto fu immediata,
partì da Bursa con un enorme esercito, prima
dirigendosi verso Sinope, il cui emiro alleato di
Trebisonda si arrese in breve tempo, e attaccando quindi
l'Armenia, il cui re, Usun Hasan, nonostante gli stretti
rapporti con Trebisonda, fu costretto anch'egli alla
resa.
Trebisonda era quindi isolata dal resto dell'Asia e
Maometto II procedette alla conquista dell'ultimo
brandello rimasto dell'Impero Bizantino antecedente alla
quarta crociata: l'intervento fu rapido e silenzioso,
tanto che contadini non diedero nessun allarme e
Maometto potè stringere d'assedio la città, difesa da
soli 5000 uomini. Dopo un mese di assedio Davide II si
arrese il 15 agosto 1461 e solo alcuni castelli
proseguirono una resistenza isolata per qualche
settimana.
...
Alessio IV Comneno fu imperatore di Trebisonda dal 1416
fino al 1429.
Figlio di Manuele III Comneno diede due delle sue figlie
in moglie a Jihan Shah, Khan dei Kara Koyunlu, e ad Ali
Beg, Khan degli Ak Koyunlu, rivali tra loro, mentre la
figlia maggiore Maria divenne la terza moglie
dell'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo.
Tafur, che visitò la città nel 1437, riportava che vi
fossero tenuti meno di 4000 soldati.
Alessio IV morì nel 1429, gli sucedette il figlio
maggiore Giovanni IV Comneno despota di Poti (Georgia)
8:23 AM
storici ha detto...
Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni fu inviato come ambasciatore dallo zio Davide
Comneno nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome in Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi, zio di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Radelchi aveva sposato Anseperga ,
figlia di Re Desiderio.
Dai Poto Comneno derivano I Puoti Hohenstaufen Avril de
Burey Anjou Plantagenet
...
Da Historia Potorum
Poto , figlio di Re Adelchi e Gisla, sorella di Carlo
Magno
Dinastia Puoti di Heristal -
Poto muta il nome a Costantinopoli, come il padre
Adelchi che si chiamera' Flavius Jovius Patricius
Teodatis Potior , Despota e Patrizio di Bisanzio-
da cui i Comnander o Comnender , ovvero Despota , ovvero
Poto.
Il nome Poto o Poti torna con la Dinastia di Giovanni
Poto , da Poti in Georgia, figlio di Giovanni IV Comneno
despota di Colchide che prese il nome di Poti

Giovanni Comneno o Poti,(figlio di Giovanni) ,despota di
Trebisonda ,detto Seniore ,per distinguerlo dall'Infante
Giovanni fu inviato come ambasciatore dallo zio Davide
Comneno nella Repubblica Marinara di Amalfi ,e'
capostipite dei Poto o Poti di Salerno,Caserta
,Benevento, derivati da Poto figlio di Re Adelchi che a
Costantinopoli aveva mutato nome Flavius Jovius .Tale
linea e' consanguinea con quella di Potone ed Adelchi ,
nipoti di Re Radelchi, zio di Poto , nipote di Re
Desiderio. Infatti Radelchi aveva sposato Anseperga ,
figlia di Re Desiderio.

Imperatore Giovanni Maria Comneno
Despota di Poti ----------------
Dai Poto Comneno derivano I Puoti Hohenstaufen Avril de
Burey Anjou Plantagenet ed i Granduchi Principi Putiatin
Pavlov Romanov e i Canmore
..............................
La linea di Giovanni Comneno di Poti (Georgia) e' quella
di un
Giovanni Poto ed Alfonso Poto seniore che appare, nella
seconda metà del XV secolo
Historia
Potorum
PUOTI(Imperatori
Comneni Paleologhi di Poti , detti anche Geronti o Seniores)
| Comneno
Paleologhi, Geronti detti Seniores ,si affermarono verso
la fine del XI secolo appoggiando l'ascesa dell'imperatore
Alessio I Comneno nel 1081.I Comneno di Comne o Castrum Poto
sono i discendenti di Re Poto, figlio di Re Adelchi ,che a
Costantinopoli muto' nome in Flavius Potior Gaius Augustus
Teodatis , da cui Flavius Isacco e la dinastia Comeno di Poti(in
Georgia -Regno di Trebisonda). Un ramo di Re Poto diede origine
alla Dinastia Potior o Canmore (nome celtico Antichi Re del
Galles , d'Inghilterra e Scozia , piu' volte connessi alla
Dinastia sassone merolitinga bavarese plantageneta
dei Puoti)
Nel 1258 Micele VIII Paleologo usurpò
il trono di Nicea al giovane Giovanni IV Lascaris e nel 1261
riconquistò Constantinopoli, mettendo fine all'Impero Latino.
L'età dei Paleologi in pratica coincise
con il tramonto e la caduta dell'Impero bizantino, conquistato
progressivamentedai Turchi Ottomani.
Costantino XI, l'ultimo imperatore, morì
per le vie della Costantinopoli occupata da Maometto II nel
maggio del 1453 combattendo fino all'ultimo respiro.Gli successe
il coemperatore fratello piu' adulto di nome Tommaso Maria detto
il Geronte o Seniore , il quale fu ambasciatore con il
fratello Giovanni Maria a Venezia ed Amalfi e a
Tessalonica , dopo la caduta del Regno bizantino . Alfonso
Poto il Seniore discende appunto dall'ultimo imperatore
bizantino Tommaso Maria da cui i Principi Puoti Patricii
Romanorum di Castelpoto ,Santa Maria a Vico
,Pozzuoli ed Arienzo
|
|
I Potiers , ramo dei Comneno(di Poto)
Il Principato di Antiochia apparteneva alla Dinastia dei Poitiers,dinastia merolitinga della linea degli avi di Re Desiderio.)-
Ultimo Re Dinastico di Gerusalemme e' la Principessa Yasmin Avril de Burey Anjou Hohenstaufen Puoti Comneno), diretta discendente dei Comneno, Federico II ed Isabella d'Inghilterra.
Il principato di Antiochia dev'essere ratificato dal Re dinastico ed effettivo di Gerusalemme e non titolare.
Origine merolitinga di Potiers detta poi Poitiers il cui nome risale a Gens Potitia , dinastia patrizia di avita origine romana, dedita ai segreti di Ercole,identificata nella linea sicambrica merovingia litinga risalente a Costantino, Potior Valens Valentiniano ,Re Desiderio , di cui ultimo discendente il ramo Puoti Comneno Poitiers
La storia della Provincia di Rieti
IL MONACHESIMO E LA FORMAZIONE DI NUOVE STRUTTURE ECONOMICHE E SOCIALI
Questo momento di ampie e profonde trasformazioni del tessuto sociale ed economico di gran parte dell'Europa fu marcato dalla grande diffusione del monachesimo, in provincia di Rieti rappresentato principalmente dall'abbazia di Farfa, che assunse un ruolo con connotazioni ben precise.
Nella Langobardia, infatti, le grandi abbazie, come Farfa, che vantavano un patrimonio fondiario ed un prestigio ben superiore a quello degli episcopi, furono investite anche di funzioni politiche.
I re ed i duchi longobardi non raggiunsero mai una concordia salda e continuativa con il papa e con i vescovi e, in Sabina, la frizione non si allentò mai, tanto che l'abbazia di Farfa finì per costituire un ostacolo insormontabile all'espansione del patrimonio di s. Pietro lungo la riva sinistra del Tevere per tutto il periodo longobardo.
Dall'VIII secolo il subentrare della documentazione farfense consente di seguire più da presso il modificarsi delle strutture insediative e l'affermarsi di un nuovo modo di sfruttamento del suolo.
Un paesaggio agrario dominato da grandi patrimoni fiscali, già intaccati ed inframmezzati però da allodi coltivati da piccoli possessori, a dimostrare la difficoltà e le incertezze nell'individuare le forme più adatte alla gestione delle nuove unità fondiarie che si stavano formando.
Al momento della conquista franca, il sistema curtense importato d'Oltralpe non mancò di trovare un substrato già predisposto ad accettare il nuovo modello di gestione dei grandi patrimoni fondiari, organizzato intorno alle curtes, aziende agrarie di una certa complessità appartenenti ad enti religiosi o a laici potenti, con al centro un nucleo terriero, normalmente abbastanza compatto, gestito direttamente dal proprietario attraverso l'utilizzazione di servi e contornato da una nebulosa di casae coloniciae, piccole aziende destinate principalmente alla riconquista dell'incolto gestite al contrario in modo più autonomo da coloni liberi od anche da servi liberati o meno, i quali, oltre a versare un canone annuo normalmente in natura, fisso o parziario, erano obbligati a contribuire alla coltivazione delle terre padronali attraverso una serie di prestazioni d'opera, misurate in giornate lavorative, che venivano richieste nei periodi di maggiore intensità delle attività agricole, come la vendemmia, la semina, la fienagione, la mietitura.
La richiesta pressante esercitata dai pontefici sui re longobardi per vedere restituita la Sabina, o meglio il patrimonium Sabinense, al papato si avviò a conclusione nel 781.
Papa Adriano I, rievocando sia titoli di possesso antichi, conservati presso lo scrinium lateranense, sia promesse recenti compiute da Carlomagno nel 774 di concedere a s. Pietro l'intero patrimonio della Sabina per la preparazione delle lampade sacre e per il sostentamento dei poveri, e pressando da vicino il re franco, riuscì ad ottenere la restituzione del patrimonio sabino, ben al di là delle aspettative.
La terminazione tra Sabina pontificia e Reatino fu molto complessa e costellata da aspri contrasti con i ceti dirigenti longobardi reatini che si vedevano privati in un sol colpo di tutti i beni fondiari che possedevano nell'area tiberina, con un grave contraccolpo sul piano economico.
Anche la diocesi reatina finì per essere amputata del territorio della diocesi di Cures e delle zone che aveva eroso anche alla diocesi foronovana.
In tal modo quella che doveva essere una semplice restituzione di beni patrimoniali finì per determinare la definizione di un confine lineare, ben delimitato e certo, tra la diocesi di Forum Novum, ampiamente ingrandita territorialmente, e quella di Rieti, fortemente penalizzata.
Parallelamente alla forte perdita di peso di Rieti, si intensificò l'attività riorganizzatrice dei potenti monasteri benedettini, come Farfa e s. Salvatore Maggiore, che innescò abbastanza precocemente processi di riaggregazione del popolamento in forme concentrate, attraverso la creazione di villaggi.
Un processo che fu interrotto, o forse meglio rallentato, dalla crisi dell'impero carolingio.
Un crollo che coinvolse rapidamente anche le strutture periferiche, soverchiate dalle incursioni saracene, non causa, ma effetto della crisi generata dal clima di generale sfaldamento della funzione pubblica e di graduale dissolvimento del potere centrale.
LO STANZIAMENTO LONGOBARDO
La penetrazione longobarda nella Sabina avvenne con modo che, per quanto riguarda le prime fasi, non sono ben chiare, come del resto non sono ben delineate le tappe della formazione del ducato longobardo di Spoleto, fondato dal duca Faroaldo I, in modo del tutto indipendente dal regno longobardo del nord, dopo il 575-576.
Faroaldo compì diverse incursioni contro Roma, ma la spallata decisiva la dette il secondo duca di Spoleto Ariulfo che, nel 592, dopo aver devastate le terre sabine, si scagliò con la massima violenza contro Roma, assediandola tanto pressantemente da costringere papa Gregorio Magno a sollecitare ed ottenere, probabilmente dietro un cospicuo compenso in denaro, una tregua, che liberasse la città dalla soffocante pressione.
Da questo momento la Sabina tiberina fu controllata stabilmente dai longobardi del ducato di Spoleto, con i confini del ducato che si estesero fino al Tevere, tranciando i collegamenti del ducato romano con il nord lungo la sponda sinistra del fiume.
La stessa diocesi di Cures, ormai priva di pastore e di fedeli, fu aggregata nel gennaio del 593 a quella di Nomentum da papa Gregorio Magno, che aveva preso atto della precarietà della situazione ed aveva tentato di riorganizzare profondamente le strutture diocesane laziali scompaginate tanto dalla spinta longobarda quanto dalla depressione economica e dalla disastrosa crisi demografica.
Al contrario Rieti, unico centro demico di una certa rilevanza sopravvissuto nell'area appenninica occidentale all'incalzare degli accadimenti di VI secolo, divenne un importante gastaldato, fortemente autonomo, del ducato di Spoleto, dove si erano insediati i gruppi dirigenti longobardi.
Posto ai margini meridionali del ducato, Rieti mutò radicalmente la funzione svolta fino ad allora, trasformandosi nel nuovo baricentro territoriale della regione sabina.
Successivamente anche la diocesi reatina, con l'espansione del potere dei vescovi, divenuti espressione, tra VII e VIII secolo, dei gruppi dirigenti longobardi locali, riuscì ad affermare la sua influenza fino al Tevere, inglobando de facto il territorio della diocesi spopolata di Cures Sabini, dimostrando come i confini delle strutture religiose si siano gradualmente adeguati a quelli politici, nonostante l'opposizione del papato.
Anche nella diocesi di Forum Novum, l'odierna Vescovío, nella Sabina tiberina, sopravvissuta allo stanziamento longobardo ed alla dissoluzione del municipio, appare evidente l'intima connessione tra cariche religiose e gruppi dirigenti longobardi, si veda il caso paradigmatico del presbiter Uvaldipertus, protagonista nel 768 dell'elezione dell'antipapa Filippo e sepolto poi a Vescovio dopo la sua tragica uccisione a Roma.
Alla fase dello stanziamento longobardo a Rieti è riferibile un sepolcreto, che doveva essere sito, poco meno di un chilometro fuori porta Cintia dal quale furono parzialmente recuperati alcuni reperti, associati con ossa equine, appartenenti ad almeno due corredi funerari, uno maschile ed uno femminile, materiali confluiti in seguito nella collezione Castellani, attualmente al museo di Villa Giulia a Roma.
I corredi sono costituiti da due grosse fibule d'argento di produzione locale, databili alla fine del VI secolo, in altri ornamenti in bronzo, otto teste di chiodi che ornavano probabilmente un scudo o un elmo da parata, sei caratteristici fermagli, due semplici affibbiagli da cintura ed una moneta d'oro bizantina.
Dinastia bizantina longobarda merolitinga carolingia, ebbe origine da Dagoberto II.
Arma: Serpente Taumaturgico di Re Desiderio; il Leone Davidico; l'Aquila Bicipite del Sacro Romano Impero, in memoria degli Imperatori Potior Valens Valentiniani da cui discendono.
Discende da Re Poto e Hildegard Gisela Heristal , figlia di Carlo Magno.Re Poto era figlio di Gisla Heristal, Regina di Austrasia, sorella di Carlo Magno, e di Re Adelchi, figlio di Re Desiderio e della Regina Ansa, pronipote dei Re Taumaturghi del Galles, di Gallia Placida e Costanzo, figlio di Costantino il Grande. La Dinastia Puoti - Principi di Castello Puoti o Castelpoto(BN) . Patrizi Principi Despoti di Costantinopoli.Re Poto, detto a Costantinopoli Flavius Jovius Patricius Comander o Despota da cui anche l'epiteto di Potior o Comneno, per il ramo di primogenitura vitale nella Dinastia Puoti di Heristal Comneno Canmore Aprile von Hohenstaufen d'Avril de Burey d'Anjou ,e Lascaris per quello cadetto , e' Capostipite dei Puoti di Napoli, Benevento, Caserta,Salerno.
Parentele: la sorella di Re Poto, Ageltrude ,Duchessa di Spoleto, fu Regina ed Imperatrice d'Italia.Il Fratello Answaldo, Principe- Abbate a Montecassino.Re Poto e' capostipite di Sikelgaita , madre di Ruggero d'Altavilla e degli Hohenstaufen .Le figlie di Re Desiderio , nonno di Re Poto ,diedero inizio alle Dinastie Regnanti d'Europa, tra cui i Baviera, gli Hohenstaufen, e gli Allegro d'Alegre Hochstaden de Hostade, Wittelsback, Saxen Coburgo Gotha, Hessen, d'Orange, Galles, Essex.Gerberga sposo' CarlomannoErmengarda fu data in sposa a Carlo MagnoAnselperga sposo' Re Radelchi di SalernoAnsberga Badessa di Santa Giulia(Brescia)
postato da Prof.ssa. A. Ventimiglia